Fin da giovanissimo il suo talento non era passato inosservato agli insegnanti, nelle pur rarissime occasioni in cui aveva avuto modo di manifestarsi; ad esempio, nel tema per l’esame di licenza media. Nato a Pescara il 7 novembre del 1924, era il primo di ben nove figli, e crebbe in una famiglia piuttosto problematica con scarsissime risorse economiche e culturali: situazione che lo spinse, esasperato, a lasciare la propria casa e ad arruolarsi in marina a soli 16 anni. Antonioli vinse un concorso in polizia ed in pochi anni divenne maresciallo. Sposato con Rita Lalli, maestra, dal 1952 e con la quale ebbe tre figli. Qualche anno più tardi, a Bergamo, città tornò a dedicarsi alla scrittura, seppure a livello dilettantistico, componendo poesie in lingua italiana. Nell'associazione Settembrata abruzzese Antonioli pur non aveva mai scritto per il teatro scrisse la sua prima commedia, “’Scimbise la vecchiajie”. Un enorme successo lo incoraggiò a proseguire in quella direzione.
Le opere teatrali di Antonioli furono inizialmente rappresentate da diverse compagnie teatrali attive sul territorio. Si è cimentato anche in brevi commedie allegoriche in vernacolo e scenette per ragazzi, rappresentate per lo più nelle scuole: “Biancaneve e i sette nani”, “Lu sbruffone”, “Lu ritorne di Ulisse”, “Lu pustine di la salute”. E’ stato inoltre autore di una via Crucis in 15 tappe (alle tradizionali 14 stazioni è stata aggiunta la stazione della Resurrezione, trovando l’autore opportuno concludere la processione con l’evento finale più lieto a cui tutta la Passione è finalizzata). Nel 1982 La Settembrata Abruzzese pubblica il suo primo volumetto di liriche dialettali “Na vrancatelle di sentimente” A questa raccolta di poesie seguirà poi un’altra, edita nel 1986 con la stessa Associazione, dal titolo “Scintille”. Le poesie di Antonioli sono state più volte pubblicate nell’annuario dell’Associazione, nonché candidate e spesso vincitrici di molteplici premi letterari abruzzesi.
Blasioli: “Scompare un vero cultore della nostra identità, ho avuto modo di conoscerlo e apprezzarne le doti umane e artistiche grazie alla Settembrata”
“Con la morte di Guido Antonioli Pescara perde un autore di teatro dialettale e un poeta di grande umanità. Una persona che ha costruito la sua conoscenza della letteratura per passione e amore, studiando ogni giorno. Ultimo di 9 figli, padre di tre, ha resto il teatro e la poesia la dimensione che lo ha accompagnato e avvinto tutta la vita.
Io ho avuto modo di conoscerlo grazie alla preziosa collaborazione nata fra la Presidenza del Consiglio Comunale e la Settembrata, che è stato il palcoscenico di tantissimi, forse la maggior parte dei suoi lavori, recitati e apprezzati in ogni angolo d’Abruzzo, adottati anche da diverse compagnie teatrali.
Ironia, sorriso, lo sguardo amaro che un po’ ci contraddistingue tutti noi abruzzesi, questo lui ha portato nei lavori presentati, insieme a quella che è la costante ricerca delle tradizioni, dell’etnografia, del folclore e della sua evoluzione. Una persona di grande umanità, sorridente e aperta ad accogliere quello che il suo Abruzzo e la sua città gli hanno offerto durante la sua lunga vita.
Alla famiglia e agli amici giunga il più sincero cordoglio dell’Amministrazione e del Consiglio Comunale”.



