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Giovedì, 21 Aprile 2016 18:47

C5. Colini: "Niente alibi, loro fortissimi ma ce la giocheremo alla morte"

Jesus Velasco e Fulvio Colini, come Armand D’Hubert e Gabriel Féraud, gli irriducibili duellanti di Joseph Conrad, ancora una volta faccia a faccia nell’appuntamento più importante di tutta la stagione, la semifinale dell’UEFA Futsal Cup.

Una sfida nella sfida che dà ancora più sapore ad una partita che promette spettacolo e tanta intensità agonistica.

“La nostra rivalità – ha dichiarato il coach pescarese nella conferenza stampa congiunta con il

tecnico del Madrid – ha fatto storia in Italia per quasi dieci anni. Tante partite, tutte durissime, a volte

ha vinto lui, altre volte ho vinto io ma non è mai mancato il rispetto reciproco, fatta eccezione per

qualche piccola scaramuccia in campo. Sono contento di incontrarlo e spero di potermi confrontare

con lui per tanti anni ancora a venire perché questo significherebbe continuare a stare al vertice

del movimento europeo del futsal”.

Per Velasco ritrovarsi contro Colini è un’aggiunta piacevolmente stimolante ad una partita che

si annuncia di grande spessore tecnico e tattico: “Tra noi due, a differenza di quanto sia accaduto

con altri allenatori italiani, c’è sempre stato molto rispetto e questo per me è molto importante. La

mia squadra, non lo nascondo, è stata costruita per vincere ma so già che sarà durissima riuscire

a venire a capo del Pescara di Fulvio Colini. Sarà battaglia, abbiamo i mezzi per vincerla ma dovremo

giocare con la giusta accortezza e con una fortissima determinazione”.

Colini non è nuovo a palcoscenici come questo è qualche giornalista gli fa notare che questo

potrebbe rappresentare una buona rendita per i biancazzurri: “Mi sono qualificato tre volte per le

Final Four anche se in un’occasione sono stato esonerato prima di poterla giocare. Teoricamente

questo potrebbe essere un vantaggio se incontrassimo una squadra meno esperta e navigata di

quella spagnola. Purtroppo però i nostri avversari sono adusi più di noi a calpestare parquet blasonati

e ad affrontare sfide di questa importanza. Il livello della competizione è altissimo, arrivano

sin qui solo squadre composte da campionissimi. È questo il bello di questa Final Four che vede

rappresentate i quattro movimenti europei in assoluto più forti e competitivi. Per noi sarà un’esperienza

molto bella ed esaltante, che capitalizzeremo comunque, sia in caso di vittoria che di sconfitta”.

Non ci sarà Mauro Canal, come tutti sanno, e un giornalista spagnolo chiede quanto questo

potrebbe pesare sia dal punto di vista tecnico che da quello del morale della squadra. “Mi dispiace

ma non parlo mai dei singoli – ribatté Colini – non mi piace anteporre le individualità al gruppo. Se

siamo arrivati fin qui è merito di tutti, non di un singolo. CI siamo regalati un’occasione straordinaria e cercheremo di giocarcela al meglio anche senza Mauro. Siamo dispiaciutissimi per lui ma la mia squadra è composta da uomini che si impegneranno sempre alla morte per vincere, senza mai nascondersi dietro gli alibi”.

In conclusione di conferenza stampa una giornalista portoghese chiede a Velasco se i favori

del pronostico possono risultare una pressione eccessiva nelle teste dei suoi giocatori: “Abbiamo

una rosa di giocatori che hanno sufficiente esperienza per restare tranquilli anche in match così

incandescenti. Una grande squadra sa come gestire la pressione, non dovrò aggiungere niente di

più a quanto normalmente faccio quando preparo una qualsiasi partita durante tutta la stagione.

Questo è il nostro obiettivo più importante, è vero e ne siamo perfettamente consapevoli, ma sono

certo che dal punto di vista nervoso non avremo nessun aggravio di tensione. Accadesse il contrario

non meriteremmo di aggiudicarci questo titolo”.

La domanda finale rivolta a Colini è tra tutte forse la più scontata. “Per bloccare Riccardinho

avete studiato qualcosa di particolare ?”. La risposta di Colini è pronta e senza termini di ambiguità

:”No, non possiamo e non vogliamo snaturarci. Affronteremo Riccardinho con il rispetto dovuto al

campione più straordinario del panorama mondiale attuale ma sarebbe folle impostare la partita su

di lui. Trovarsi di fronte un campione come lui è solo un altro motivo stimolante di una sfida che già

di suo offre motivazioni eccezionali come quella del confronto con una squadra blasonatissima

come l’Inter e come quella di partecipare alla competizione più importante del continente. Non mi

sento di promettere la vittoria, non lo faccio neanche quando giochiamo con squadre di ben più

modesta caratura, ma di sicuro posso dichiarare che giocheremo con delle motivazioni tanto importanti

da costringerci a dare tutto quello che abbiamo. Speriamo che basti”.

Ultima modifica il Giovedì, 21 Aprile 2016 18:52