Si concludono i corsi dell'Atelier Espace con un doppio appuntamento sabato 11 e domenica 12 sempre alle 21 al Florian Espace con il brillante saggio-spettacolo ispirato al Cristoforo Colombo di Michel de Ghelderode messo in scena da Umberto Marchesani con Ludovico Costanzo, Simone Papponetti, Maria Grazia di Giulio, Rita Martella, Luigia Tamburro, Elena Esposito, Dennis Palumbi, Sara Natarella, Diletta Graziosi, Laura d'Alonzo, Pier Luigi de Virgiliis, Gianni Scarsi, Dani Scarsi. Senza: Maresa Guerra Suoni: Globster Luci: Renato Barattucci Costumi: Sara Natarella Grafica: Antonio Stella
“Bolle,piccole sfere! E' un sintomo strano che alla mia età io
giuochi ancora. I miei pensieri volano via, sferici. Dove vanno?
La geometria mi da una profonda commozione.
Non riesco a spiegarmela.”
In poche righe, ecco spiegato l'animo del Cristoforo Colombo nella
fiaba di Michel de Ghelderode. Un sognatore idealista, amante delle
forme e della geometria.Un romantico navigatore affascinato dal nuovo,
dalla scoperta. Puro come un bambino ma con la coscienza di un
uomo, promette un nuovo mondo e una nuova speranza.
Scrive Umberto Marchesani nelle note di regia:
"Con gli allievi del laboratorio teatrale Atelier Espace, abbiamo
deciso di confrontarci quest'anno con un testo minore di Michel de
Ghelderode, autore poco conosciuto e rappresentato in Italia.
Il termine ”minore” non vuol dire semplice, anzi, sono state proprio
le caratteristiche particolari e complesse dell'opera che ci hanno
stimolato e incuriosito.
Come laboratorio di teatro, il nostro compito è anche quello di
scoprire testi e autori che ci permettano il confronto con stili e
modi diversi di fare teatro. Questa è una fiaba amara, divertente
ma anche triste. I personaggi sono simili a quelli delle favole, si
muovono in una scacchiera molto precisa. Sono privi di umanità.
Sono in realtà dei burattini, dei caratteri universali, disumanati e
crudeli. Sono privi di una psicologia propria, sono quasi delle
macchine rappresentative. Senza dubbio un interessante studio per
gli allievi attori e una sfida per il regista. Nel testo la problematica
che emerge è quella della conquista, dell'occupazione territoriale,
del confronto-scontro con altre civiltà e religioni.Cosa si aggiunge
e cosa si toglie mischiando le culture? Cosa è giusto e cosa è
sbagliato? Che cosa è moralmente corretto e cosa non lo è?
Quale è la vera natura dell'essere umano?
Anche oggi ci si imbarca rischiando la vita, per trovare un'America".
Michel de Ghelderode (1898-1962) prolifico drammaturgo e
scrittore belga ha scritto sessanta testi teatrali, un centinaio di
racconti e articoli su arte e folklore.
Le sue opere sono spesso ambientate in un'atmosfera inquietante.
Tra i suoi riferimenti: il teatro dei burattini, la commedia dell'arte
il pittore belga del macabro, James Ensor e il teatro della crudeltà
di Antonin Artaud.



