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Martedì, 14 Giugno 2016 11:14

Nord e Sud uniti dai semi d’amore della maestrina dell’Aspromonte volata in cielo due anni fa.

La maestra Mimma scomparsa in un incidente a soli 39 anni. Alcune delle manifestazioni d'affetto degli alunni. La maestra Mimma scomparsa in un incidente a soli 39 anni. Alcune delle manifestazioni d'affetto degli alunni.

di Domenico Logozzo  già Caporedattore TGR Rai

La memoria della maestrina calabrese Mimma Marafioti, morta a 39 anni nel febbraio del 2014 in seguito alle ferite riportate in un incidente della strada accaduto nei pressi di Ivrea, continua ad essere onorata sia nella sua Molochio (Reggio Calabria) che in Piemonte, dove era amatissima insegnante nelle elementari di Lessolo (Torino).

 

Nella scuola primaria di Molochio sabato 18 giugno, alle ore 18 e 30, ci sarà la seconda edizione del Premio “Mimma Marafioti”, borsa di studio riservata agli alunni della quinta classe elementare ed istituito per ricordarne la straordinaria figura di docente, di mamma e donna impegnata nel mondo della solidarietà e del volontariato. Il tema prescelto è la famiglia “quale fulcro centrale dell’azione di Mimma”.

Ci spiega la sorella Katia, anche lei insegnante in Piemonte: “Quest'anno abbiamo voluto puntare sulla famiglia, per fare capire ancor di più ai bambini i preziosi valori che questa racchiude e che vanno preservati ed irrobustiti, con azioni positive”. Scuola, famiglia e volontariato. Mimma è stata sempre dalla parte di chi aveva bisogno di una mano d’aiuto. “Era una mamma davvero speciale, sempre pronta a partecipare e offrire il suo contributo alle iniziative del gruppo”. All’indomani dello scontro mortale, così l’aveva ricordata Else Klecker, presidente dell’associazione “il Cuore oltre l’ostacolo”. E la sorella Katia, presidente onoraria della stessa associazione, qualche tempo dopo ci aveva detto che l’attività era stata ampliata “inserendo nei programmi la sicurezza stradale in seguito al terribile incidente che ci ha portato via Mimma. La nostra associazione si occupa del sociale. Abbiamo 9 ragazzi diversamente abili. Mimma ne faceva parte visto che ha una ragazza speciale (Mary). Era sempre presente con la sua bimba, partecipava attivamente con le sue meravigliose opere, perché lei era creativa. Lavorava tanto con il Fimo. Era la sua passione. Dei veri capolavori. La settimana prima della tragedia aveva realizzato per i nostri ragazzi dei portachiavi a forma di coccinella”.

Buoni esempi per crescere in armonia. Un mondo migliore è possibile se si parte da una famiglia che sa amare e dà amore. E se la scuola fa adeguatamente la sua parte. Come Mimma, nella sua breve e radiosa esistenza, ha dimostrato con i fatti. Sottolinea oggi la sorella: “Mimma amava la famiglia, adorava i suoi due figli. Come figlia ha saputo sempre essere l'eccellenza dell'eccellenza. Ci manca, quanto ci manca! E’ un vuoto incolmabile. Sono passati due anni e mezzo e la sofferenza è sempre la stessa. Enorme dolore, come quel terribile giorno di febbraio. Quel maledetto giorno rivivo angosciosamente ogni notte. Mi ritornano nel sogno quei terribili momenti, quella drammatica scena, la tragedia. Urlo, piango. No, non potrò mai cancellarlo quel giorno che ha sconvolto per sempre la nostra famiglia. Mimma era la nostra forza!”.

Una perdita grave per la famiglia ed anche per la comunità di Molochio. Amata e rispettata da tutti. “Molochio non ha mai dimenticato Mimma, dal preside Ferdinando Rotolo, che fin dalla mia prima telefonata si è messo subito a disposizione, smuovendo mari e monti per attivarsi e concretizzare questo evento. Anche la vicaria Rosalba Cristarella, che è molochiese e opera nella scuola primaria del nostro paese, ha acceso subito i motori. Hanno saputo coinvolgere i ragazzi nel nostro progetto e le risposte sono state positive. Li ringrazio tanto, così come ringrazio gli amici di infanzia Vincenzo Nasso e Luigi Cristarella, persone ricche di buoni sentimenti, che mi hanno dato una grande mano nell’organizzazione del Premio

Molochio non dimentica, ma anche in Piemonte la figura di Mimma Marafioti viene opportunamente ricordata e valorizzata. Ha seminato amore, raccoglie amore. Come testimonia la lettera dei sentimenti che la sorella Katia le ha scritto qualche giorno fa. L’ha pubblicata su facebook con i disegni che i bimbi piemontesi hanno dedicato alla maestrina calabrese. “Ciao Mimma, oggi sono ritornata nella tua scuola, dove c'erano i tuoi alunni ad aspettarmi. Ogni bambino emanava tanto amore, si leggeva nel suo tenero viso quello che pensavano e pensano di te. Ti hanno descritta una mamma, maestra e amica amorevole. Io e tutti noi familiari non possiamo essere che orgogliosi di averti avuta anche se per poco tempo con noi”.

Lezioni d’amore nel segno di Mimma Marafioti. Da Lessolo a Molochio, da un capo all’altro dell’Italia, dall’Aspromonte al Piemonte, Nord e Sud insieme, contro ogni pregiudizio. La buona scuola si concretizza così. I buoni semi crescono. Bisogna continuare a coltivarli. Con il cuore. Come Mimma sapeva fare. La bella e brava maestra con il dolce sorriso, la grande umanità, l’altruismo, il coraggio e l’ottimismo della volontà ha tracciato la via del bene, che vive nel cuore e nelle azioni dei buoni e dei giusti quotidianamente impegnati per costruire un mondo migliore. Un mondo d’amore, con la preziosa eredità morale che ha lasciato Mimma

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