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Sabato, 17 Settembre 2016 17:09

Belgio. Eutanasia su bambino. Il dibattito tra Radicali e Cei

Scritto da Red En

Roma - In Belgio si e' verificato il primo caso di eutanasia su un minore malato terminale.

 

Il capo della Commissione sull'eutanasia in Belgio, Wim Distelmans, non ha fornito ulteriori dettagli, specificando che si e' trattato di un caso eccezionale: "Fortunatamente ci sono pochissimi casi di bambini che ci vengono sottoposti, ma questo non significa che dobbiamo rifiutare loro il diritto a una morte dignitosa". Il Belgio ha l'unica legislazione al mondo che permette l'eutanasia a qualsiasi eta' "per una situazione senza speranza e di dolore insopportabile". La richiesta dell'eutanasia deve partire dal minore e deve avere il consenso dei genitori. L'Olanda ammette l'eutanasia sui minori solo sopra i 12 anni.

Coscioni "rispettata la volontà del minore" 

 "La notizia del primo caso al mondo di eutanasia ad un minore non dovrebbe stupire: lo Stato, in questo caso il Belgio, ha rispettato la volonta' di un suo cittadino", anche se minorenne, ha sottolineato Maria Antonietta Farina Coscioni, presidente dell'Istituto Luca Coscioni. "In Belgio - ha ricordato - esiste un preciso protocollo che prevede questa azione in particolari condizioni, senza pericolo di alcuna deriva. Equipe di medici e psicologici insieme al paziente e ai genitori valutano la situazione e solo dopo una attenta analisi si procede con l'atto eutanasico. La volonta' del minore infatti va prima di tutto sottoposta a verifica non dei soli genitori (troppo emotivamente coinvolti) ma di esperti che ne possano certificare l'umore, l'eventuale stato piu' o meno primariamente depressivo". La volonta' del familiare "non puo' e non deve essere prevalente rispetto a quella del minore. Non e' sufficiente per procedere all'atto eutanasico. Non possiamo al momento sapere se nel rapporto della Commissione federale di valutazione e controllo su eutanasia a fine anno, si potra' capire quanti anni aveva. Comunque il tempo che e' passato tra l'approvazione e l'applicazione, dimostra un'altra volta quel che dice il presidente della commissione, il prof. il professor Wim Distelmans: dall'approvazione delle leggi eutanasia in poi si e' investito molto di piu' su cure palliative".

Cappato "Parlamento decida, Belgio non sia spauracchio"

 "Purtroppo in Italia i media, incluso il servizio pubblico radiotelevisivo, affrontano la questione solo per inseguire i casi di cronaca, come puntualmente si fara' ora per il primo caso di eutanasia legale su un minore in Belgio", ha sottolineato Marco Cappato, promotore della campagna Eutanasia legale e presidente di Radicali italiani, aggiungendo che "si fa finta di non sapere che l'eutanasia clandestina e' una realta' praticata anche sui minori, rispetto alla quale il Belgio e' stato il primo Paese al mondo ad avere il coraggio di porre regole a garanzia dei malati, delle loro famiglie e dei medici. Purtroppo, il caso del Belgio sara' certamente usato come spauracchio per evitare una assunzione di responsabilita' della politica italiana e continuare a girare la testa dall'altra parte". Mentre "gli attivisti del Movimento Cinque Stelle - ha fatto notare Cappato - la pensano come la stragrande maggioranza dei cittadini italiani: non solo il testamento biologico, ma anche l'eutanasia devono essere legalizzate. E' una buona notizia. I numeri sono persino schiaccianti: sul "Testamento biologico", hanno votato favorevole 19.381 e contrario 934; sull' "Eutanasia", hanno votato favorevole 18.204 e contrario 1.882. Se i Parlamentari del Movimento Cinque Stelle vorranno ascoltare questa indicazione, c'e' una prima questione della quale occuparsi: sono passati tre anni dal deposito della nostra legge di iniziativa popolare, sostenuta dalle firme cartacee di 67.000 cittadini e dal sostegno online oltre 300.000 persone. Sul testamento biologico la discussione e' avviata in Commissione affari sociali, ma l'eutanasia e' stata subito bloccata in Commissione congiunta Giustizia e Affari Sociali. Mi auguro che la votazione interna dia una spinta ai Parlamentari del Movimento Cinque Stelle per impedire che i due provvedimenti rimangano intrappolati nelle sabbie mobili del Parlamento e per ottenere un vero dibattito".

Cei: adulti con licenza di uccidere

CdV - "Il diritto all'eutanasia del bambino, altro non significa che attribuire ad un adulto il potere di vita e di morte su un minorenne". Lo afferma una nota di Scienza e vita, l'associazione che collabora in modo organico con la Cei per i temi della bioetica. "E' solo la 'maschera' di una vera decisione, personale, libera e consapevole in quanto non e' in alcun modo concepibile in capo ad un soggetto che, per il diritto e per il livello di maturita', e' incapace di autodeterminarsi nel compimento di scelte a contenuto legale ed esistenziale cosi' estreme", spiega il giurista Alberto Gambino, presidente nazionale di Scienza e vita e prorettore dell'Universita' Europea."Il caso belga - sottolinea il presidente di Scienza e vita - finisce coll'attuare un principio particolarmente nefasto perche' estende l'eutanasia, gia' di per se' inaccettabile, ad una vicenda di estreme fragilita' in cui si misura la dignita' di un soggetto con il metro di giudizio di chi non incarna direttamente quella dignita'. Non si tratta di un caso di accanimento terapeutico, quindi di una situazione in cui gia' c'e' una valutazione medica oggettiva circa l'inutilita' della prosecuzione di una terapia, ma siamo davanti a veri propri atti di volonta' eutanasici, che interrompono una vita umana che proseguirebbe naturalmente il suo corso".

"Si realizza, inoltre - prosegue Gambino - una vera e propria finzione: Si tratta di una finzione giuridica che contrasta con i principi che presidiano le normative europee a tutela del minore, che mirano piuttosto alla protezione della sua vita e integrita' fisica e mai alla sua eliminazione. L'Europa - e i Paesi che come il Belgio l'hanno fondata - dovrebbero piuttosto investire risorse e proporre normative sull'accudimento e la cura delle persone piu' fragili come sono i bambini gravemente malati e non introdurre l'idea che ad un certo punto debbano essere soppressi".

(AGI)

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