GORIZIA – Successo per la missione culturale abruzzese in Friuli Venezia Giulia, a Gorizia, curata dall’Associazione Abruzzesi e Molisani e dal presidente, gen. Roberto Fatigati. Accoglienza calorosa della città e del sindaco Ettore Romoli, Amministrazione comunale, insieme alla Camera di Commercio. Pubblico, commosso dalla rappresentazione di “Come a Betleem”, realizzata dal Gruppo Artistico di Pianola, frazione alle porte dell’Aquila che ha portato in trasferta, in una sorella terra di confine e con un essenziale numero di 50 figuranti rispetto ai 300 che solitamente schiera, l’antica tradizione del Presepe vivente, riuscendo ad intrigare e a commuovere un’intera città, i numerosi spettatori giunti da tutta la regione, gli abruzzesi e molisani confluiti da ogni angolo del Friuli Venezia Giulia. Questi in pillole gli esiti d’un evento culturale molto intenso di pathos e spiritualità che ha voluto unire due città, L’Aquila e Gorizia, in un abbraccio d’amicizia, di gratitudine e solidarietà. Ma ora andiamo per gradi a raccontare questa magnifica missione e le sensazioni che l’hanno accompagnata.
E’ appena passata la mezzanotte quando l’autobus parte da Pianola con una cinquantina di persone d’ogni età, dal piccolo Manuel - l’ultimo nato del paese -, di appena un mese ma già protagonista in un ruolo cardine del Presepe vivente, Gesù Bambino, al più anziano figurante, l’ottuagenario Nello, destinato ad interpretare, come da oltre quarant’anni puntualmente fa, il Centurione romano. Tutti componenti dell’affiatato Gruppo Artistico che dal 1973 ogni anno rinnova a Pianola la suggestione della Natività di Cristo. La compagnia è festosa, simpatica, sotto la conduzione sicura del presidente Mario Corridore, succeduto recentemente alla guida dell’associazione dopo la scomparsa del fondatore, Andrea Corridore, che l’ha presieduta fino al giorno della sua morte, avvenuta qualche mese fa. E con lui c’è l’altro stratega del Gruppo, Carlo Gizzi, regista del Presepe vivente. Accompagna il Gruppo Artistico l’assessore alla Ricostruzione Maurizio Capri, a rappresentare la Municipalità aquilana, ma ci sono anche il consigliere comunale Guido Quintino Liris e la presidente del Consiglio territoriale di Partecipazione Sabrina Di Cosimo, sebbene entrambi con prevalente compito di attori di scena. Anche chi scrive è della comitiva, richiesto dal presidente dell’Associazione Abruzzesi e Molisani in Friuli Venezia Giulia, Roberto Fatigati, al quale non si può dire di no per la passione e l’impegno che dedica al sodalizio sin dal giorno della sua fondazione, nel 1989.
Il sole va tramontando quando ci rechiamo a Gorizia, praticamente attaccata alla parte di città in Slovenia. E’ Gorizia città di confine e incrocio di genti e culture. E’ una bella città, Gorizia, con una lunga storia.
Il Presepe vivente sarà Piazza della Vittoria, cuore della città, ad ospitare la manifestazione. Oggi è giorno della vigilia dell’evento. La città vive grande attesa per una rappresentazione del tutto nuova e singolare. E’ infatti la prima volta che Gorizia vede un Presepe vivente. Molto diffuso nel meridione d’Italia, l’Abruzzo ne conta diversi e di notevole rilievo. Quello di Pianola, “Come a Betleem”, vanta una tradizione lunga 44 anni, una straordinaria partecipazione di volontari per gli oltre 300 personaggi, un contesto ambientale unico per la rappresentazione - una cavea naturale alle porte dell’Aquila dove un villaggio palestinese è stato riprodotto, insieme alle scene mobili, su progetto dell’architetto Giuseppe Santoro -, la qualità e la bellezza dei costumi di scena. Antica terra di pastori e transumanze, l’Abruzzo ha nelle sue corde culturali più profonde lo spirito della tradizione del Presepe vivente. Quello di Pianola si colloca nei piani alti della qualità e della suggestione. Il nucleo essenziale di figuranti darà vita ad alcune scene significative che raccontano la storia della Salvezza, dall’annunciazione a Maria a quella di Giuseppe, all’arrivo a Gerusalemme per il censimento e poi a Betleem, alla natività del Redentore, all’adorazione dei pastori fino all’arrivo dei Magi.
Nel suo intervento di saluto al Gruppo di Pianola queste cose Fatigati dice, dichiarando l’orgoglio delle proprie origini abruzzesi, egli aquilano, che lo porta ad operare sempre per dare lustro all’Abruzzo, anche se talvolta le istituzioni abruzzesi non sono molto attente a quanto gli abruzzesi emigrati fanno, in Italia e all’estero. L’atmosfera festosa fa preludere ad un domani senza patemi. Tutto pare pronto a dovere.
Alle 17:30 il gruppo del Presepe vivente raggiunge Piazza Sant’Antonio. Da lì muoverà in fiaccolata, attraversando le strade del centro storico cittadino, fino a Piazza della Vittoria. Il giorno volge alla sera. La piazza si va riempiendo di gente, molte persone giungono da varie località della regione. C’è curiosità e attesa per l’evento. Molta animazione nella piazza, ormai gremita. Poi si fa silenzio quando il centurione con un drappello soldati romani, con insegne dell’impero, arriva nel luogo della rappresentazione, seguito dagli altri figuranti con le fiaccole accese, e a chiudere i Re Magi, uno dei quali è don Luciano Bacale Efua, parroco di Pianola e originario della Guinea equatoriale, il cui paramento dorato ben contrasta con la pelle nera del viso. Il sindaco Ettore Romoli, dal palco, saluta il pubblico presentando l’evento, proposto al Comune dall’Associazione Abruzzesi e Molisani in Friuli. “E’ una serata inusuale per la città - dice il sindaco Romoli - per la prima volta Gorizia assiste ad una simile rappresentazione. Il presepe vivente è infatti una tradizione dell’Italia centro meridionale. Oggi siamo grati agli amici dell’Aquila che ci portano tutta la loro spiritualità e tenacia, facendoci sentire ancor più vicini alle popolazioni terremotate…”. L’assessore regionale Sara Vito è altrettanto affettuosa nel suo saluto, rimarcando il valore simbolico dell’evento.
La rappresentazione ha inizio, le scene a terra o sopra al palco. Il racconto evangelico che prelude alla natività e poi alla nascita di Gesù in un’umile capanna di Betleem si svolge con una forte carica d’emozionante spiritualità. La voce narrante, il commento musicale, le voci dei dialoghi richiamano l’atmosfera di duemila anni fa. Il pubblico segue con attenzione le scene, quasi in raccoglimento. Fino alla scena madre della nascita di Gesù, nella mangiatoia, con il piccolo Manuel che a un mese di vita raccoglie applausi e provoca emozioni. Le scene dell’adorazione dei pastori e dei Magi chiudono la rappresentazione, accolta dal calore del pubblico e da un lungo applauso, a testimonianza che la tradizione del Presepe vivente ancora una volta affascina. Roberto Fatigati, dal palco, ringrazia il sindaco e l’Amministrazione, gli enti che hanno collaborato, il Gruppo Artistico di Pianola. L’evento ha rafforzato il legame tra l’Abruzzo e il Friuli V.G., tra L’Aquila e Gorizia, tra i friulani e gli abruzzesi e molisani che qui hanno trovato la loro seconda terra, dopo quella natale. Chi scrive, a nome del Gruppo Artistico di Pianola, ringrazia la Municipalità e la comunità di Gorizia per l’accoglienza. Grandi affinità hanno gli abruzzesi e i friulani, entrambi caratterizzati da una gente forte, tenace, di poche parole e molti fatti. Come l’alpinità delle due regioni di montagna, simili anche per l’indole della loro gente. E con un elemento che le affratella, come la nascita qui a Gorizia, nel 1935, del Battaglione Alpini “L’Aquila”, che per 40 anni ha operato in Friuli nella Brigata Julia. Caloroso e appassionato il saluto dell’assessore Maurizio Capri a nome della Municipalità e dell’intera comunità aquilana, fortemente grata per i gesti di vicinanza e di concreto aiuto che Gorizia ha riservato all’Aquila dopo il terremoto del 2009. Il Presepe vivente vuole dunque essere anche un segno di gratitudine verso Gorizia e l’intero Friuli Venezia Giulia.
La città ha dato una bella prova di attenzione culturale e di solidarietà. L’Aquila e Gorizia si sentono ancora più legate d’amicizia, come l’assessore Maurizio Capri annota, preludendo ad ulteriori iniziative. Molto soddisfatto il presidente Roberto Fatigati, che vede coronato dal successo l’impegno profuso in mesi di preparazione. Abbracci ed auguri a chiusura della serata.



