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Mercoledì, 22 Marzo 2017 18:13

Paolo Ruffini, la lezione che ha imparato a Pescara.

Paolo Ruffini con I MAyor Von Frinzius Paolo Ruffini con I MAyor Von Frinzius

Il comico Paolo Ruffini, insieme agli attori disabili della compagnia teatrale livornese Mayor Von Frinzius, ha dedicato al pubblico pescarese con “Un grande abbraccio”, lo spettacolo organizzato dall’Assessorato alle Politiche Sociali, al teatro Massimo, in occasione della Giornata mondiale della Sindrome di Down.

 

 

La lezione che Ruffini stesso ha imparato lavorando con i suoi compagni: “Ho capito che il disabile non è la persona che non si si sente 'abile a’, ma è colui a cui qualcuno dice che ‘non è abile a’ - ha detto - Pensate a quante persone disabili avete incontrato da questa mattina, disabili alla bellezza, alla felicità, a sorridere. E invece dobbiamo permettercela la bellezza, dobbiamo renderci abili alla felicità”.

 

Una rappresentazione che ha regalato agli spettatori presenti in platea, circa un migliaio, momenti di comicità e risate, di musica e ballo, ma anche monologhi dedicati al senso e alla bellezza della vita, al valore della felicità, all’effetto negativo dei social network sulle relazioni umane e a quanto si perde “ad essere normali”.

 

Animato dalla sua verve toscana, energica e prorompente, Ruffini è sceso subito tra gli spettatori interagendo più volte con loro, giocando e scambiando abbracci e battute improvvisate. Poi ha preannunciato l’inizio del vero spettacolo, un varietà di grande impatto, con lustrini, paillettes, e ospiti internazionali. Un desiderio che hanno reso impossibile da realizzare i suo compagni di scena, gli attori disabili della compagnia Mayor Von Frinzius, che interrompendo più volte monologhi e presentazioni hanno provocato le proteste del comico. Gags in cui Ruffini ha fatto da “spalla" a Simone Cavaleri, ragazzo down e co-conduttore dello spettacolo, che ha improvvisato un “Gioca jouer” coinvolgendo il pubblico; è stato sfidato in una gara di canto da David Raspi, attore autistico, che ha eseguito il “Nessun dorma” di Giacomo Puccini strappando un lungo applauso al pubblico e bissando il successo subito dopo con un emozionante passo a due di danza; è stato provocato da Erika Bonura, vestita in stile Jessica Rabbit; ha dialogato con Giacomo Scarno, Andrea Lo Schiavo e Federico Parlanti, tutti attori down. Interventi divertenti seguiti dai monologhi del comico toscano, che attraverso i ricordi della sua infanzia e la semplicità di abitudini e compiti quotidiani, ha sottolineato l’effetto negativo dei social network, “contenitori” di rabbie e frustrazioni, sulle relazioni umane, ha elencato, con il contributo di alcune immagini, gli “orrori” di Facebook, ha evidenziato la solitudine dei giovani, che anche in gruppo, restano attaccati ai cellulari senza dialogare, ha parlato della "disabilità del genere umano alla felicità” quasi fosse una condizione impossibile da raggiungere e della nostra “resistenza al sorriso”.

 

Lo spettacolo è stato concluso con l’invito al pubblico a stringersi in "un grande abbraccio”, un gesto compiuto sulla scena da Ruffini,dagli attori e da alcuni spettatori e accompagnato da un lungo applauso della platea.