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Principessa Conny - Il segreto - di Silvio Madonna

Il segreto è il terzo capitolo del libro per bambini in 30 capitoli, dal titolo Principessa Conny, scritto da Silvio MAdonna, di Montesilvano, in esclusiva sul nostro giornale, illustrazione originale. (Scaricabile stampabile in PDF - icona accanto a stampante)

 

 

Attese che si accomodassero intorno a lui a semicerchio, e come nei momenti importanti li fronteggiò restando in piedi.

“So che non sarà facile: magari non arriverete all'istante a capire, a ricordare, ma il tentativo, permettetemi, lo vorrei fare lo stesso.”

Non piacque quell’esordio stentato: li stava dipingendo come degli inetti, e questo non suonava bene alle loro attente orecchie.

“Miki? E’ vero, siamo grandi, o lo stiamo per diventare, ma tu, quando parli così, per la tua persona dimostri l’esatto contrario!”
Fu tagliente Angela, con la tipica sforbiciata di chi abitando in un caseggiato popolare era avvezza ogni giorno a cantarle forte e chiaro.

“Non volevo offendervi ragazzi, ormai dovreste saperlo: cercate di comprendermi, è che non so da dove cominciare! Il limite è mio, non vostro: non vorrei, per la mia incapacità, non riuscire a raggiungere l’obiettivo che mi sono prefissato.”

Quando si apriva così, con il cuore in mano, otteneva il risultato inverso: i suoi amici si sentivano presi in giro, e facevano fatica a non mandarlo a quel paese.

“Parla pure, con calma, e vedrai che come saprai spiegarti noi sapremo capirti!”

Roberta, aspirante chitarrista, seppe suonargliela bene la lezioncina.

“Ascoltatemi bene: parto dalla conclusione per arrivare al punto che mi sta a cuore. Ricordate a Pasqua cosa è accaduto?”
Si guardarono attoniti: nessuno aveva impresso nella mente un qualcosa di così importante da dover obbligatoriamente ricordare.

“Scusatemi se mi correggo: è accaduto a Pasqua, ma in paese se ne è parlato a metà maggio…”

“Forse quella grossa vincita al gratta e vinci?”
Carlo, balbuziente nella pronuncia ma dal cervello fino, da buon panettiere che racimolava, dando il resto ai clienti, ogni pettegolezzo possibile della ristretta comunità, bruciò tutti nella risposta.

“Si, il milione di euro tondo tondo vinto da uno di Torretta: ne hanno scritto i giornali per due settimane, facendo mille supposizioni su chi potesse essere stato.”

Tirò il fiato e un rossore invase le sue giovani gote.

“Bene, a voi lo posso dire, perché so che non lo rivelerete mai: è sempre valido il nostro giuramento, vero?”

Annuirono, ma più per necessità che per convinzione: nei loro occhi la configurazione di tutto quel denaro che aveva scosso le fondamenta di ogni caseggiato della zona, facendo vedere in ciascun abitante le forme della fortuna sfacciata nel proprio dirimpettaio.

“Bene, quella grossa somma di denaro è stata intascata da mio padre!”

Un mormorio, pari al maestrale impazzito, scosse i presenti.

“Tuo padre ha vinto tutti quegli euro al gratta e vinci???”
Lo urlò a denti stretti Flavio il rosso, infiammato sul volto più di quanto già per natura non fosse, come a maledire una sorte che invece di essere prodiga con chi ha davvero bisogno, regala soldi a chi ne ha già più del necessario.

“Si: il caso ha voluto che acquistasse dieci biglietti solo perché chi doveva dargli il resto non aveva da cambiare, e uno di questi era quello buono!”

Di nuovo il brusio incontenibile.

“E come l’hai saputo?”

Sviò abilmente Marta, preda di una curiosità irrefrenabile.

“Da mia madre, che mi ha fatto giurare di non dirlo a nessuno. Quel segreto mio padre non poteva tenerselo stretto, e così… Mia madre mi ha raccontato com’è andata, e come questa vincita abbia messo sottosopra suo marito. Non ha pace, senza motivo si sente in colpa: poveraccio!”

“Se non si sente a posto con la sua coscienza che regali i soldi ai poveri e così guarisce!”
Tagliò fredda Angela.

“Ho detto in colpa, non che si è rimbambito. Vuole utilizzarli per lasciare un segno concreto nel paese, realizzando qualcosa di utile per le nuove generazioni. Pensava una piscina, una palestra, una biblioteca…”

Di nuovo un borbottio: ognuno avrebbe voluto suggerire la sua priorità, ma tanto, a decidere, poi sarebbe stato il Marchese: i soldi, del resto, anche se regalati dalla sorte, erano i suoi!

“Ci sta riflettendo, e in attesa che partorisca la grande idea, come lui la definisce solennemente, io vorrei suggerirgli… E qui inizia la seconda parte del mio ragionamento, che poi doveva essere l’introduzione a quanto vi ho appena detto!”
Di fronte a quel bisticcio temporale un nuovo coro inviperito: quando faceva così lo avrebbero riempito di botte!

CAPITOLI

1 - Siamo grandi

2 - Strade segnate

3 - Il segreto

4 - Il suggerimento

5 - Effetto Titanic

6 - Documenti

7 - Tecnologie moderne

8 - Gli eletti di Scandicci

9 - Gli eletti di Surely

10 - Giacomino in missione

11 - A saperlo

12 - Ultimi si

13 - Tormenti

14 - Bus a noleggio

15 - Cambio d’abito

16 - Il mare

17 - Che paura!

18 - Prime spese

19 - Cena di gala

20 - Infermeria

21 - Festa a sorpresa

22 - Jamme jamme

23 - Miss Crociera

24 - Amunì amunì

25 - Colpo grosso

26 - Nozze a sorpresa

27 - Calma piatta

28 - La Serenissima

29 - La Festa del Grano

30 - Estate fuggevole

 

 

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