febbo: a oltre 15 mesi dalla chiusura non sappiamo come e quanto ha speso la regione Abruzzo
Chieti 17/01/2017 – “A ben 15 mesi dalla chiusura dell’Expo di Milano, siamo ancora in attesa della rendicontazione complessiva delle spese sostenute dalla Regione Abruzzo per partecipare all’evento. Una lentezza non solo alquanto “arbitraria” ma inqualificabile, inaccettabile e assolutamente inopportuna”. E’ quanto dichiara il presidente della Commissione di Vigilanza, Mauro Febbo che spiega come “la prima richiesta ufficiale è stata inoltrata agli uffici competenti quasi un anno fa e precisamente il 17/02/2016 mentre l’11/03/2016 è stato inviato un primo sollecito. Il 22/03/2016 la Direzione generale della Regione, a firma della dottoressa Gerardis, ha inviato agli uffici della Commissione di Vigilanza, il prospetto riepilogativo dei principali documenti “burocratici” e non contabili relativi alla realizzazione dell’evento milanese che per la nostra regione, è bene ricordarlo, è stata affidata alla società in house Abruzzo Sviluppo; stiamo parlando di una dotazione complessiva che supera i 2 milioni 400 mila euro.”
Il 24/03/2016 con un’altra nota ufficiale riferisce di aver chiesto espressamente copia della rendicontazione delle spese e la relativa documentazione “essendo venuto a conoscenza della proroga della convenzione con Abruzzo Sviluppo fino al 30/06/2016. Entro quella data mi sarei aspettato che fosse perfezionata la documentazione amministrativo-contabile ma così non è stato.” Alla sua ennesima nota ufficiale, datata proprio 30/06/2016, il Dipartimento Turismo ha risposto inviando copia della Determinazione con la quale si posticipa ulteriormente la scadenza della convenzione al 31 dicembre 2016 “senza parole!!!”.
Trascorso il termine previsto, il 09/01/2017 ha chiesto nuovamente di ricevere la documentazione relativa a “Abruzzo Expo 2015” rivolgendomi al Rup “ è rimasto incredibilmente inevaso.” Il termine ultimo della rendicontazione è stato prorogato addirittura al 30/06/2017, “da restare inorriditi!!!”
“Credo che questa vicenda sia emblematica della realtà regionale – conclude Febbo - fatta di chiacchiere e spot ma purtroppo nella concretezza dimostri la più totale inefficienza e disorganizzazione (e mi fermo qui con i commenti almeno per il momento) dell’apparato politico e burocratico i cui danni ricadono tutti sugli abruzzesi”.
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