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Due studi dimostrano che la ricerca sta colmando la distanza tra fantascienza e realtà.

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Era una questione già nota quella delle potenzialità “anti-invecchiamento” della melagrana, ora dalla scienza arriva un'ulteriore conferma che lo “Sportello dei Diritti”, vale la pena conoscere. Una molecola del frutto, trasformata dai batteri intestinali, genererebbe effetti sconosciuti fino ad oggi. Mentre sono tuttora in corso alcuni test sugli esseri umani, i ricercatori hanno già pubblicato i primi sorprendenti risultati sugli animali, sulla rivista Nature Medicine.

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Ecco il perché la dipendenza dall’azzardo: all'origine la scarsa capacità di valutare il rischio. Cervello sotto accusa

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Venerdì, 27 Gennaio 2017 20:07

Musica preferita agisce come l'LSD.

Secondo uno studio dell'Università di Zurigo entrano in azione nel cervello gli stessi recettori cui si legano le sostanze allucinogene

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Mercoledì, 18 Gennaio 2017 19:40

Berna testa una nuova terapia contro la leucemia

L'Università di Berna testa una nuova terapia contro la leucemia. Scienziati sviluppano un anticorpo specifico in grado di frenare l'evoluzione della malattia

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I polpi provocano un interesse che va al di là del ruolo che svolgono nel mondo culinario e la sua intelligenza. Gli scienziati messicani stanno indagando sui potenziali benefici di questi molluschi che potrebbero offrire agli esseri umani per esempio nel campo della salute mentale e in particolare nella malattia di Alzheimer.

La saliva del polpo rosso o Maya (Octopus maya), contiene una sostanza responsabile per paralizzare le loro vittime (di solito crostacei, lumache e vongole) e potrebbe avere un effetto sul sistema nervoso centrale degli esseri umani. La scoperta la si deve al ricercatore messicano Sergio Rodriguez Morales, Professore di Chimica Organica e Dipartimento di Farmacia–Scienze del Farmaco, Università degli Studi di Chimica (UNAM) di Sisal nello Yucatan. Vi è un'evidenza scientifica che uno dei componenti della saliva del polipo Maya inibisce la formazione dei beta-amiloide chiamata placca, che impedisce la comunicazione tra i neuroni ed è associata con l'Alzheimer. Questa sostanza funzionerebbe ad evitare lo sviluppo ulteriore di questa placca nei pazienti che hanno già l'Alzheimer. Mentre in coloro che godono di buona salute funge da azione preventiva. Secondo il professore Rodriguez Morales, per ottenere un farmaco dalla saliva di questo mollusco, dovrebbe essere necessari fra i dieci e i 15 anni di ricerca e sperimentazione con animali da laboratorio, per essere certi della sicurezza del farmaco, cioè, che non ha effetti negativi sull'essere umano. La sostanza che potrebbe essere usata contro il morbo di Alzheimer è estratta dalle ghiandole salivari dei polpi, che sono localizzate tra i visceri (che non vengono utilizzati per il consumo), che oggi sono gettati in mare e nei rifiuti domestici, spiega il ricercatore. Così, senza sacrificare il polpo, un anno e mezzo fa, l'Unità di Chimica di Sisal, UNAM, sviluppando questa ricerca ha scoperto che il corpo di un granchio è in grado di sbarazzarsi dell'effetto paralizzante della saliva del polpo, dopo due ore, recuperando pienamente.  Il morbo di Alzheimer è una fatale malattia del cervello che provoca un lento declino delle capacità di memoria, del pensare e di ragionamento.

Lo “Sportello dei Diritti”, associazione che si occupa anche della tutela degli ammalati di tali malattie neurodegenerative, ricorda che circa 47 milioni di persone in tutto il mondo sono affette da demenza senile, ed il morbo di Alzheimer è il tipo più comune. L’inesistenza di una cura, poiché le medicine attuali possono solo temporaneamente alleviare i sintomi, comporta il fatto che non solo chi è colpito dalla malattia ne subisce le conseguenze che lo portano ad un decadimento progressivo sino alla morte, ma anche i propri familiari che devono assisterli. È difficile, quindi stimare, per la loro enormità, i costi sociali che la malattia porta ai sistemi di welfare, ma è ovvio che la scoperta di una cura efficace potrebbe da una parte portare sollievo a milioni di persone nel mondo, ma anche ridurre notevolmente la spesa pubblica sanitaria a livello globale.

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