Una visione che limiterebbe la città di Montesilvano quella dell'ex sindaco Cantagallo, che pare voglia 'imporsi', già da ora, come uno dei protagonisti della fusione delle città e come propone, paesi limitrofi, quindi ci vuole tempo.
“Gennaio 2019 non è lontano, sarebbe una follia pensare a una Nuova Pescara da istituire in poco più di un anno.” Così Enzo Cantagallo, in veste di segretario cittadino PD, in una nota spiega “Un periodo di tempo da ridurre ulteriormente a causa di pause forzate per l'intercorrere di due festività natalizie e una estiva che si alterneranno in questo breve periodo di lavoro.” E afferma: “Per Montesilvano, Spoltore e Pescara insieme per un progetto ambizioso, sono contrario a un salto nel buio che potrebbe rivelarsi una catastrofe per il nostro territorio, lo affermo pensando a chi lo abita e lo vive.”
E' favorevole all'idea: “mettiamoci subito al lavoro, apparato tecnico e politico, per capire tramite un fidanzamento dai tempi giusti se sia possibile celebrare questo storico matrimonio. Non abbiamo più tempo da perdere né possiamo correre il rischio di passare alla storia come la classe dirigente incapace di gestire il processo propedeutico e formativo dell'unificazione delle città interessate.”
Per il neo eletto segretario Pd occorre melina per poi rilanciare: “Arrivare a 300mila abitanti significherebbe fare della Nuova Pescara non solo una metropoli, ma una realtà importante a livello nazionale, capace di attrarre finanziamenti per la realizzazione di grandi opere, necessarie al tanto atteso salto di qualità, di prospettiva e di crescita.”
Quando presentarono il referendum i fautori sostennero che le tre città erano sufficienti ad attrarre finanziamenti. Non è più così?
Per Cantagallo l'esito della consultazione referendaria “è stato chiaro”, ma “occorre essere pragmatici e non celarsi dietro i soliti bei discorsi privi di reali contenuti, soprattutto privi di soluzioni.”
E così, cercando di fornire egli stesso una soluzione, tra i tanti interventi, parte dalla visione propria della Nuova Pescara finendo in una sorta di discorso che assomiglia molto a un programma elettorale: piano finanziario e tariffario “senza rischiare che eventuali debiti di un comune si riversino sugli altri, garantendo almeno una percentuale delle risorse disponibili a Montesilvano e Spoltore, onde evitare che le due città possano diventare periferie abbandonate e degradate.” Un'unica pianificazione del territorio, “il comune di Pescara la sta già attuando senza tener conto dell'unificazione futura con le altre due città” ad esempio “il futuro della Strada Parco ed unificare la raccolta dei rifiuti”. Viabilità, valorizzazione del Palacongressi, l'unificazione immediata del servizio di Polizia Municipale, cartellone delle manifestazioni unico per eventi invernali ed estivi progettando insieme grandi manifestazioni, garanzia di “giusta rappresentanza delle città di Montesilvano e Spoltore in consiglio comunale”. Nella chiosa finale: Pescara “da traino”al commmercio, Montesilvano, ridotta alla “ricettività turistica”, Spoltore “ centro culturale della nuova realtà.”
Questo sarebbe il futuro di Montesilvano? Soprattutto cosa ci guadagna Montesilvano?






