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Domenica, 19 Novembre 2017 12:54

Civitella Casanova/Processo maltrattamenti in canile: cibo buttato tra escrementi.

Scritto da Reden
uno dei cani ospitati con un "probabile tumore" uno dei cani ospitati con un "probabile tumore" foto prodotta dalle associazioni animali denuncianti

Indagini partite dall'ingiusta reclusione di Bella nel canile, Gabriele Bettoschi teste. A darne notizia le associazioni a difesa dei diritti animali.

E’ iniziato venerdì mattina il processo contro i titolari del canile La Rupe di Civitella Casanova. Sono imputati dei reati previsti dagli art. 110 e 727 del C.p., a causa delle pessime condizioni in cui i cani sono stati trovati. Come teste d’accusa è stato sentito Gabriele Bettoschi, della Tutela Diritti Animali, che nel settembre 2015 aveva presentato una circostanziata denuncia/esposto. Il canile La Rupe è una struttura privata convenzionata con diversi comuni dell’area vestina e con quello di Città S. Angelo.

E’ autorizzato ad ospitare fino a 150 cani, anche se da tempo ne ospita mediamente soltanto una quarantina.

“Cani rinchiusi in box privi di protezione alle intemperie invernali o al sole cocente. Cibo buttato in mezzo agli escrementi. Acqua a disposizione scarsa e putrida. Cani visibilmente malati e con forti segni di trascuratezza e mancanza di contatto fisico e quindi difficilmente adottabili, questo e da anni lo spettacolo che offre il canile La Rupe”, dichiara Bettoschi.

“Siccome- continua Bettoschi –le irregolarità strutturali e gestionali che provocano gravi sofferenze ai cani ospitati, sono presenti da numerosi anni, appare davvero molto strano che il Comune di Civitella Casanova abbia potuto rilasciare l’autorizzazione sanitaria e Asl e Regione abbiano potuto dare parere positivo”.

Al riguardo Bettoschi, nella sua circostanziata denuncia, aveva esplicitamente chiesto che venissero accertate anche le modalità di controllo effettuati dal Servizio Veterinario Asl e dal Comune, perché era davvero molto strano che il Comune di Civitella Casanova avesse potuto rilasciare autorizzazione sanitaria a una struttura visibilmente con irregolarità strutturali e gestionali che notoriamente provocano gravi sofferenze ai cani ospitati.

“Anzi – aggiunge Bettoschi- oltre ad aver documentato anche fotograficamente le condizioni innaturali in cui sono costretti a vivere i cani, anche per le ingiustificate omissioni di chi è preposto ai controlli delle strutture di ricovero, avevo chiesto alla Magistratura di accertare le ragioni per cui ogni volta che il Servizio Veterinario Asl effettuava controlli in concomitanza di una denuncia nei confronti della struttura “La Rupe”, riscontrava solo inconvenienti igienico-sanitari, con conseguente utilizzo dei relativi verbali da parte dei titolari del canile, a propria difesa”.

Le indagini, che hanno messo, per la prima volta, sotto processo i titolari del canile La Rupe, sono state effettuate dalla Forestale e non hanno visto il coinvolgimento dei veterinari della Asl di Pescara, ma quelli dell’Istituto Zooprofilattico di Teramo.

Cristina Feriozzi, e Carmelita Bellini, dell’Associazione Protezione Animali Dog Village, si dicono soddisfatte dell’esito delle indagini, "partite dalla ingiusta reclusione del cane Bella di Civitella, che aveva avuto anche gli onori della cronaca nazionale e che aveva rischiato di morire, per il modo in cui Asl e Comune avevano stravolto ogni procedura pur di rinchiuderlo nel Canile La Rupe. "

Carmelita Bellini, auspica che vengano effettuati più severi controlli anche da parte dei comuni che "stipulano convenzioni con strutture private al fine anche di verificare non solo le condizioni in cui vengono detenuti i cani di cui sono comunque loro responsabili, ma anche se sono ancora in vita. Infatti, non poche volte, è stato scoperto che venivano pagati cani deceduti da tempo"

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