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Mercoledì, 21 Febbraio 2018 12:13

Economia e crisi. Italia nello “stallo alla messicana”

Scritto da di Angela Curatolo
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Mexican standoff/standout o triello, scena tratta dalFilm Le Iene di Q. Tarantino Mexican standoff/standout o triello, scena tratta dalFilm Le Iene di Q. Tarantino

di Angela Curatolo

Oh voi che avete la presunzione di candidarvi, usando futili argomenti, come se ne esce? Molti i 350 miliardi di euro del Piano Junker in Italia. Com'è che qui la crisi perdura?

Era bello quando l'Europa spingeva il commercio, lo sviluppo nei suoi Paesi membri con finanziamenti a fondo perduto, prestiti agevolati. Erano gli stessi anni in cui le banche, i centri commerciali, i negozi, piccoli o grandi, suggerivano: “compra oggi, tanto paghi tra 10 anni!”. La tecnologia avanzava, i mobili, i vestiti, i viaggi erano irresistibili, ogni offerta era un 'buffo' da cogliere, tanto pagavi a 'babbo morto'. La vita offriva un'opportunità a tutti! Mio padre, pensionato, era perseguitato: ”mi offrono 10 mila euro, tutti i giorni, ovunque vado. Io li prendo!”. Fino a quando un giorno ha chiesto mille euro, solo per sfizio, “te li danno con facilità”. Poi li ha restituiti dopo una settimana, con gli interessi, commentando “ammazza, oh.”

Arrivò con il 'congelo' il tempo di pagare.

Qualcuno onerò il pagamento, qualcuno proprio non riuscì, tra tasse, sopraggiunta disoccupazione, tetto di contanti. La risposta delle banche fu il pignoramento di immobili, tanti, ora rivenduti all'asta, situazione interessante per gli ingordi. Acquistare una casa all'asta sa di atto predatorio sulla disgrazia e stupidità altrui. Spesso prime case, dove famiglie ci abitavano, e chi fa questi affari non si chiede mai dove sono ora? E' una pratica poco solidale per un Paese che porge sempre la guancia. Comprando gli immobili in una agenzia professionale, invece, si contribuisce a mettere in moto una macchina lavorativa e non c'è nulla di più solidale. E' dignità per tutti. Un discorso che vale per ogni settore.

Strano essere l'Umano, si commuove per persone che non si conoscono e ignora l'identica situazione che sta capitando al vicino di casa.

Fino al 2011 qualcuno si lamentava della poca credibilità dell'Italia, anche se alla fine la si sfangava, poi lo stesso qualcuno ha stappato lo spumante e ha aperto la porta all'Europa che ha preso il dominio sulla Nazione e poi il silenzio. Un tale, di cui si mormorava fosse della Trilateral, ha dettato un paio di regole europee, mischiate con interessi di quelli che avevano aperto la porta. Un programma politico che ha generato povertà, fame, disgrazia.

Coincidenza o meno si ricordano le pagine di cronaca sui suicidi di alcuni imprenditori, la depressione da disoccupazione, gente rimasta senza 'una lira pe fa due', situazione in cui la finta bontà, il volontariato su tutto e la finanza 'come se fosse antani', ha fatto da padrone. Da quel momento non ci sono state mai risorse per le strade, per l'ordinaria amministrazione, per incrementare posti di lavoro. Con la scusa del debito pubblico, del PIL, delle infrastrutture, dell'Ambiente, governo dopo governo è riuscito a disossare tutta la 'ciccia' degli italiani. Dopo questa guerra psicologica a colpi di capitale, ora qualcuno ha incrementato il patrimonio, qualcuno mangia alla Caritas, per altri è solo questione di tempo, molti sono scappati e si sono salvati... forse.

Confusione, rabbia, tristezza e povertà persistono nel nostro Paese nonostante il Piano Junker e l'istituzione del FEIS. Un programma di finanziamento, non più a fondo perduto come ai bei tempi, che limita i rischi... loro, operativo dal 2015, dove si sono mobilitati in tre anni 315 miliardi, 500mld entro 2020, per “posti di lavoro e la crescita; competitività piccole e medie imprese; capacità produttiva e infrastrutturale”.

Capitali che si muovono in continuazione, difficili da afferrare.

Pare però che l'Italia sia una di quelle Nazioni che avrebbe ricevuto molti denari anche se la maggior parte dei 60 milioni di cittadini non hanno visto molto, le aziende chiudono e c'è tanta penuria di soldi.

La Ue svela il mistero: la crescita sarebbe frenata dalla limitata ripresa degli investimenti in Italia e ne elenca le ragioni: debolezza della domanda, incertezza generale che circonda l’economia, margini di profitto ridotti, difficoltà del settore bancario per crediti deteriorati e condizioni di credito rigorose in particolare per le piccole e media imprese e alcuni settori.

Non solo, gli investimenti sono ostacolati da “carenze strutturali"; “inefficienze della pubblica amministrazione"; sistema giudiziario e contesto imprenditoriale, nonché dal limitato sviluppo dei mercati dei capitali.”

Negli ultimi cinque anni in Italia, tra prestiti e garanzie la BEI, braccio finanziario della UE, che ha per azionisti i 28 Paesi Europei, ha attivato oltre 52 miliardi di nuove operazioni per circa 150 miliardi di investimenti. Sono 55mila le PMI italiane che hanno afferrato quei finanziamenti. Questo Piano coinvolge Fei, Bei, Piattaforme risk sharing varie, Cassa depositi e prestiti.

La confusione su 'Mamma UE' persistono, i soldi l'avrebbe cacciati ma, anche se ha annoverato i motivi, congeniti al Paese, lo Stivale non decolla.

L'Italia si trova in uno stallo alla messicana a tre, dove politica, banche e investimenti, sono fermi e l'uno che tiene sotto tiro l'altro, mentre il cittadino resta a terra.

Oh voi che avete la presunzione di candidarvi, usando futili argomenti, come se ne esce?

Letto 4510 volte Ultima modifica il Giovedì, 22 Febbraio 2018 18:24