Al convegno prenderanno parte Giuseppe Fioroni, Presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sul rapimento e l’uccisione dello statista pugliese, Raffaele Bonanni, Docente Universitario e Sindacalista Cisl, Rocco D’Alfonso, Docente Universitario, Responsabile Cultura dell’Ufficio della Regione Abruzzo e storico del pensiero politico, Don Paolo Curioni, Vicario Foraneo, Francesco Maragno, Sindaco di Montesilvano, Natalina Ciacio, Dirigente Scolastico del Liceo Scientifico e Giuseppe Tini, Presidente dell’Università Popolare della Terza Età di Montesilvano. Coordina Andrea Silvestrone giornalista.
“A quarant’anni dal sequestro e dall’omicidio di Aldo Moro, le sue idee politiche e giuridiche mantengono una straordinaria attualità e rappresentano ancora punti di riferimento essenziali per una politica finalizzata alla realizzazione del bene comune. Uomo del dialogo e del confronto costruttivo tra le diverse forze politiche, lontano da ogni forma di fanatismo e di ottusa chiusura ideologica, Moro può essere considerato uno dei padri della Repubblica democratica italiana, avendo contribuito prima, come giovanissimo deputato all’Assemblea Costituente, a elaborarne i principi e i valori fondamentali, poi, come statista acuto e lungimirante, a rafforzarne le istituzioni attraverso la progressiva inclusione nella coalizione di governo guidata dalla Democrazia Cristiana delle forze politiche della Sinistra italiana".
Grande attenzione fu rivolta da Moro all’educazione e alla valorizzazione dei giovani, da lui definiti, nel marzo 1968 (e quindi nel pieno della contestazione studentesca), "per la loro parte protagonisti, gestori dei propri interessi, custodi dei propri ideali, liberi creatori del proprio avvenire e, in definitiva, di quello del Paese». Proprio per favorire una partecipazione più attiva e consapevole dei giovani alla vita civile e politica, lo statista democristiano aveva promosso, nel giugno 1958, l’introduzione dell’educazione civica nei programmi scolastici delle scuole medie e superiori, puntando in tal modo a trasmettere alle nuove generazioni i principi e i valori della nostra Carta costituzionale”.






