Fabrizio Potetti, responsabile Fiom del gruppo Fincantieri, Fiom-Cgil/Ufficio divulga una nota e riferisce: "Nei giorni scorsi abbiamo richiesto un incontro urgente al ministro Di Maio, proprio per affrontare e risolvere un sistema che si annida nell’organizzazione che si è data l’azienda e, per questo, non è una situazione isolata a Marghera ma purtroppo presente anche in altri cantieri."
"I gravissimi fatti sui quali sta indagando la Procura della Repubblica di Venezia, su istanza degli stessi lavoratori ricattati e sfruttati, se confermati, sono insopportabili e inaccettabili in un paese civile, e divengono ancora più gravi nella filiera di un’azienda a capitale pubblico. Un sistema che minerebbe tutti i fondamenti del diritto, dove si perpetrano dallo sfruttamento all’evasione fiscale, dall’estorsione alle minacce. Un’organizzazione produttiva che per abbattere i costi ha esternalizzato la maggior parte del lavoro, frammentandolo in migliaia di imprese, nelle quali, per quelle più spregiudicate, è possibile spingersi oltre il limite della legalità. "
"La condizione di lavoro e di sfruttamento denunciata dei lavoratori, viste le indagini in corso e le notizie emerse, sembra molto simile a quella dei braccianti ridotti in condizione di schiavitù in alcune zone del paese. Anche lì spesso c’è una filiera che arriva ad una multinazionale senza macchie”.
Infine sollecita: "Ministro Di Maio, apra il confronto al più presto, i patti della legalità firmati dall’azienda sono una foglia di fico inaccettabile per un paese civile. Continuare a non intervenire rischia di diffondere un sistema che oggi è circoscritto ad alcune realtà che, accanto ad aziende serie e sane, operano in condizione di profonda illegalità."



