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Venerdì, 20 Dicembre 2019 17:19

Le verità su Babbo Natale. Le renne volanti frutto di allucinogeni

Scritto da di Angela Curatolo.

Nel mondo ha tanti nomi, signor Inverno, Nono Gelo, Dun Che Lao Ren e Hoteiosho. In origine puniva i discoli e il passaggio delle renne pare sia stato l'effetto di funghi allucinogeni. I segreti e la vera storia del simpatico panciuto che porta i doni una volta all'anno.

Il mito sorge da San Nikolaus, protettore dei bambini, in suo onore il 6 dicembre si distribuiva il pane come dono. Nell’Europa del Nord San Nicola era noto come Santa Klaus (o Sankt Nikolaus). In Francia, Belgio e Lussemburgo, sembrerebbe che questa tradizione esiste ancora il 6 dicembre, giorno di San Nicola.

Molte tradizioni intorno a questo personaggio che fu importato a New York dai coloni Olandesi, con il nome, Sinterklaas. Grazie all'alchimia di culture yankee, la fama di Santa Klaus accrebbe inglobando in sé le tradizioni di tutti i popoli che abitavano gli States provenienti dall'Europa.

Il successo è dovuto alla rielaborazione del personaggio che da severo divenne sorridente e pacioccone, da alto e magro a un simpatico panciuto. La famosa bevanda gassata e Haddon Sundblom ne cambiarono i connotati.

E poi la tradizione moderna impone l'abitudine di scrivere una letterina a Babbo Natale. Nella lettera sostanzialmente si deve mettere in chiaro che si è stati buoni durante l'anno e poi inserire la lista dei regali desiderati. Una curiosità: alcuni Paesi inseriscono volontari per rispondere alle letterine dei piccolini. In Canada, ad esempio, è stato predisposto un apposito codice postale per le lettere indirizzate a Babbo Natale: H0H 0H0 (ovvero "ho ho ho!" di Babbo Natale) e dal 1982 sono oltre 13.000 gli impiegati delle poste canadesi che si sono offerti volontari per rispondere alle lettere. Ci sono anche associazioni di volontari per l'infanzia a rispondere alle lettere che vengono dalle zone più povere o dagli ospedali pediatrici, per dare ai bambini dei doni che altrimenti non potrebbero ricevere.

Ma quali sono le origini di Babbo Natale?

Una leggenda cristiana riporta a San Nicola di Bari (noto anche come San Nicola dei Lorenesi, San Nicola Magno, San Niccolò e San Nicolò), che fu vescovo di Myra, oggi Demre – una città della Turchia occidentale –, e che visse nel IV secolo d.C. Fabiola Marchet in un libro sulle leggende svelate, fa luce sulla storia del Santo: “apparteneva a una ricca famiglia ed era un uomo molto generoso, tanto che la sua attività principale era distribuire doni ai poveri. Un giorno andò a trovare tre sorelle che erano cadute in disgrazia a causa della morte del padre e, senza farsi vedere, lasciò scivolare delle monete d’oro attraverso una finestra o un camino. Le monete finirono in alcune calze (secondo altre fonti si trattava di scarpe) che erano state messe ad asciugare. Le tre sorelle le trovarono, ma nessuna seppe mai chi era il mittente di tale fortuna. Da qui sarebbe nata l’usanza di Babbo Natale di scendere dal camino e mettere dei regali all’interno delle calze precedentemente appese.”

Santa Claus ha cambiato spesso look, da verde sgargiante, rosso vermiglio e azzurro, in ogni parte del mondo ha un proprio colore che conserva ancora oggi.

Il dono è l'attrazione che incuriosisce i bambini da sempre. Prima della conversione al cristianesimo, i popoli germanici nel solstizio d’inverno tramandavano che Odino, il dio supremo dell’antica religione nordica, teneva una battuta di caccia e, in quell’occasione, i bambini lasciavano gli stivali accanto al caminetto riempiendoli di carote e paglia per sfamare il suo cavallo. In cambio Odino lasciava loro doni e dolciumi.

Babbo non è stato sempre buono.

Nel corso del diciannovesimo secolo, Babbo Natale era diventato simbolo di doni ma anche punitivo, assorbendo la tradizione tedesca di Knecht Ruprecht. Nel 1847, Moritz von Schwind disegnò un uomo grasso e dalla barba bianca con un lungo cappotto con cappuccio: il Signor Inverno.

Ogni Nazione ha il proprio porta doni.

In ogni parte del mondo ha un nome diverso.

Nei Paesi russi è “Nonno Gelo”, sfoggia un cappotto celeste, guarnito di pelliccia, e tra le mani tiene un ramo sormontato da un cristallo di neve che rappresenta il gelido inverno russo.

Babbo Natale esiste anche in Cina, dove si chiama Dun Che Lao Ren, ovvero il vecchio Natale, e in Giappone dove porta il nome di Hoteiosho.

E dove vive Babbo Natale?

Ha un villaggio tutto suo situato alle pendici del monte Korvatunturi, a nord di Rovaniemi, in prossimità del confine orientale della Lapponia finlandese. E' lì che è sito il laboratorio dove gli Elfi costruiscono i giocattoli per i bambini del mondo. Resa dall'autore finlandese Mauri Kunnas con il libro Joulupukki, edito nel 1981 da Otava Publishing Company, tradotto in numerose lingue del mondo, è entrata nell'inconscio collettivo l'idea di Babbo Natale che vive tra le neve a lavoro tutto l'anno per la felicità natalizia dei piccolini.

Babbo Natale cela un segreto sulle Renne.

…Fu in quell’istante che vidi arrivare una slitta minuscola, trainata da otto piccole renne, e guidata da un vecchio cocchiere, vispo e allegro: Era St. Nick! - Clement Clark Moore.

Dasher, Dancer, Prancer, Vixen, Comet, Cupid, Dunder (o Donder) e Blitzen, i nomi delle renne apparse nella poesia di Clement Clarke Moore, 1823, "A visit from St. Nicholas" introduce nella tradizione, la slitta, le renne ed il passaggio attraverso il camino. A queste si aggiunge Rudolph, dalla canzone Rudolph the Red-Nosed Reindeer scritta da Johnny Marks nel 1949. Moore rivela il segreto delle renne che ancora oggi sono presenti nell'immaginario del Natale. Esperto delle lingue dei nomadi dell’Asia orientale, conosceva i riti dei popoli della Siberia settentrionale e il loro dio principale, il grande spirito renna. Inoltre, si teorizza che l'idea del camino provenne dagli sciamani siberiani che, secondo leggenda, dopo aver assunto funghi allucinogeni, volavano attraverso il buco di uscita del fumo della sua capanna nel mondo degli spiriti delle renne.

Comunque venga percepito Babbo Natale unisce i popoli a fine anno con la speranza che il prossimo possa essere migliore. Questa è la magia che dona a tutti, basta solo mettersi in ascolto.