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Martedì, 05 Maggio 2020 12:28

Coronavirus/Partite Iva, come pagare e vivere restando a galla?

Scritto da Angela Curatolo

Sono liberi, coraggiosi, non temono l’iniziativa e tengono duro, sacrificano vita e famiglia alla propria attività, danno servizi utili, lavorando in silenzio: i detentori di partita IVA in Italia, dovrebbero essere insigniti con una menzione d’onore e invece …

Illuminano e affollano le strade, perché le luci delle insegne dei negozi attraggono le persone, scoraggiando la criminalità e dissolvendo le paure, soprattutto la sera. Il bar sotto casa, il ristorante preferito, l’assicuratore, l’avvocato, l’agente immobiliare di fiducia, il venditore di merci e servizi, il negozio, il truck food, il laboratorio artigianale di leccornie e tanti altri, se ci si guarda intorno in questo momento si prende coscienza che le serrande abbassate sono una grande perdita, un danno per tutti.

La chiacchiera, il momento di socializzazione, richieste e confidenze che non si farebbero mai in un centro commerciale, questo sono i detentori di partita iva, silenziosi eroi che lavorano ogni giorno sacrificando tutto per restare i piedi, coinvolgendo famiglia, parenti e amici che sanno quanto un titolare possa ingoiare per portare avanti la sua attività.

Molte persone vedono solo quando le cose vanno bene, allora si accorgono di loro: “si è comprato la macchina nuova”, “si sono fatti casa”, “hanno pagato cash”, “hanno fatto le vacanze”, “la figlia ha il guardaroba nuovo” persino, “hanno fatto una festa e c’era il ben di Dio”… e quante ancora. Quelli sono i momenti in cui un detentore di partita Iva lavora, ha movimento. Non si lavora per la gloria.

Eppure alle partite IVA può accadere.

E quando tutti fanno festa chi butta un occhio ad una intera famiglia che si occupa di essere a disposizione del cliente? E quando molti tornano a casa la sera, c’è qualcuno che si mette a pensare: povero fornaio! Oppure il bar in fondo alla via deve pagare le bollette? Certo che no, ognuno ha le sue preoccupazioni.

Ma solo chi ha deciso di cavalcare un sogno, di essere detentore di partita Iva e svolgere un’attività tutta sua, scelta ardita, sa cosa vuol dire quando si apre la serranda ogni giorno è c’è crisi, quando in cassa non ci sono i soldi e i pagamenti aumentano la pila del cartaceo. Arriva l’INPS puntuale da pagare, arrivano le tasse, bisogna riversare l’IVA, chi ha la merce deve pagare i fornitori, le bollette, le imposte locali, aggiungere le spese di casa, della famiglia. Le rinunce dei genitori non bastano per sopravvivere e allora se si ha la possibilità si chiede un prestito in banca...spesso rifiutato, se accettato, si aggiungono altre rate ad altre spese. Così si arriva a chiedere ai parenti…

Notti insonni a pensare a come pagare. Tutto questo stando attenti a non ammalarsi, se no chi porta avanti l’attività di questi tempi?

E poi arriva il Coronavirus con il lockdown.

Il lato positivo che queste persone che per anni, decenni non si sono mai fermate a tribolare ogni giorno, sono obbligate a stare a casa e riposare, certo ma i pensieri e i problemi rimangono.

Come pagare?

Ad alcuni sono arrivati i 600 euro. Non a tutti purtroppo. Le partite Iva con 600 euro, e, forse, altre 1000, potrebbero solo per un attimo tappare qualche buco, ma non basta. Difficile recuperare due, tre mesi di chiusura.

La libera e piccola impresa in Italia non gode del dovuto rispetto, forse perché le partite iva non chiedono mai, non hanno tempo per la “rivoluzione”, perché, mentre si chiacchiera al bar, al ristorante, dal coiffeur, su come organizzare la protesta, loro sono quelli che portano il caffè, le pietanze al tavolo o stanno tagliando i capelli e pensano che devono pagare il commercialista.

Sono quelli che ti consigliano come acquistare casa, sono quelli che riescono a farti avere il mutuo alle migliori condizioni, sono quelli che chiudono due minuti più tardi per preparare il mazzo di fiori da regalare alla festa della mamma, oppure aspettano che l’ultimo cliente scelga il libro, provi il vestito in cabina. Sono quelli che vorrebbero arrabbiarsi, piangere dire no ma hanno rispetto del cliente, anche quando è troppo esigente.

E ruotando lo sguardo in una via è innegabile constatare che sono loro a farla vivere. Dovrebbero avere una menzione d’onore e si dovrebbe fare tutto per salvarle, perché una partita Iva che chiude è una luce che si spegne, e un po' tutti ci perdono.

Secondo quanto si legge sul sito della Comitas, associazione di piccole imprese, le partita Iva sono circa 8,2 milioni le partite IVA esistenti.

Però solo 6,2 milioni le partite IVA attive.

3,9 milioni le partite IVA di persone fisiche (lavoro libero professionale e autonomo in senso stretto), di cui: circa 2,2 milioni le partite IVA delle professioni non organizzate in ordini e collegi, 1,1 milioni le partite IVA delle professioni organizzate in ordini e collegi. Infine circa 600mila le false.

1,9 milioni sono di professionisti iscritti in 27 ordini e collegi che generano circa il 6.6% del PIL. 3,5 milioni di professionisti non organizzati in ordini e collegi di cui circa 1 milione iscritto in circa 1500 associazioni professionali che generano il 9% del PIL a livello individuale ed il 21% con le aziende collegate. I Dati furono elaborati a fine 2016 da Flavia Pasquini su statistiche Istat, Isfol e Censis.

Avere oggi una partita Iva è davvero un grande atto di coraggio.

Come pagare tutto e restare a galla?

Meritano una risposta.