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Lunedì, 22 Giugno 2020 11:21

Pescara – Juve Stabia 3-1. Partita da vincere a tutti costi

Scritto da Giorgio Bernabei

8 marzo – 20 giugno si riparte.

Sono passati 3 mesi e mezzo che hanno segnato l’intero pianeta contro un mostro che tuttora si combatte, in una battaglia che sarà ancora dura e lunga. Ma nonostante tutto il calcio ha deciso di riaprire i battenti. Lo fa senza pubblico facendo saltare il fattore campo e con la novità dei cinque cambi per ovviare in parte al problema dei troppi incontri ravvicinati e delle alte temperature in cui questi si giocheranno. L’aspetto mentale dei giocatori sarà molto importante per affrontare queste dieci finali. I primi due match Juve Stabia e Pisa sono uno snodo fondamentale per il proseguo del campionato dei biancazzurri. C’è subito da recuperare la beffa del 2-1 del andata contro le “Vespe” di Castellammare dotata di giocatori agili e veloci, lasciati prima della sosta forzata in forte ascesa tanto da scavalcarla in classifica. Il presidente Sebastiani si aspetta dai suoi una prestazione attenta, con uomini concentrati e aggressivi al punto giusto, così ha tuonato in una intervista durante la settimana. Fuori lo stadio uno striscione dei tifosi della Curva Nord invita i giocatori a tirar fuori i cosiddetti attributi, a rimarcare ancora di più l’importanza di questo primo match post Covid.

Il Pescara si presenta in campo con un inedito 4-4-2.

Davanti a capitan Fiorillo ci sono il rientrante Balzano a destra, Crecco sull’altra fascia e Drudi e Bettella centrali. La mediana è composta da Memushaj largo sulla fascia mancina in una posizione a lui nuova e Zappa sul versante opposto che nelle idee del tecnico siciliano ha ormai abbandonato il ruolo di terzino. La cerniera di mezzo è formata da Busellato e Kastanos con il compito di dettare i tempi di gioco. In avanti Galano e il debuttante Pucciarelli. Un attacco atipico senza una punta di ruolo ma con due trequartisti piccoli e veloci che fanno della qualità le loro doti migliori. La Juve Stabia risponde con un 4-2-3-1. Provedel in porta l’onnipresente capitan Vitiello e Germoni sulle fasce, Troest e Tonucci i centrali. I due di rottura in mezzo al campo a cui è affidato anche il compito di impostare la manovra sono Calò e Mallamo. Il trio dietro bomber Forte è formato da Canotto, Di Gennaro e Bifulco. 

Nella prima frazione di gioco le squadre corte difficile da trovare gli spazi, rendono la partita noiosa. Il pallino del gioco è in mano ai campani grazie alla volate di Canotto che mandano in confusione Crecco e agli insidiosi calci da fermo di Calò. Il doppio play però schierato da Caserta con il centrocampista in prestito dal Genova e Di Gennaro non funziona andandosi spesso a pestare i piedi ed il Pescara né approfitta con le sue ripartenze. Clamorosa quella sprecata da Memushaj prima e Galano dopo sul finire del primo tempo ritrovatisi a tu per tu con il portiere stabiese.  Al rientro in campo le vespe di Castellammare sembrano essere rimasti negli spogliatoi. La svirgolata di Pucciarelli su cross di Zappa è solo un preludio al goal. Che arriva due minuti dopo sempre sull’asse di destra con Zappa che ruba palla ad un addormentato Germoni e serve l’accorrente Pucciarelli che trafigge l’incolpevole Provedel. Caserta cerca di correre ai ripari togliendo l’abulico Di Gennaro per il più offensivo Di Mariano. Ma il cambio non porta gli effetti sperati. E’ sempre l’ex terzino della primavera Inter che sfrutta un cross di Masciangelo dalla sinistra, entrato al posto del infortunato Drudi, ad insaccare di rifinitura la rete del 2-0. La Juve Stabia ormai non c’è più e al minuto 78 arriva il colpo del ko da parte di Crecco che diventato difensore centrale va a svettare di testa su un cross del buon Memushaj. Inutile il goal della bandiera del subentrato Elia nei minuti finali del match. Era una partita da vincere a tutti costi che ha permesso ai biancazzurri di superare la Juve Stabia in classifica e allontanare lo spettro play out. Ora la testa è già alla gara di venerdì contro il Pisa all’Arena Garibaldi, con la consapevolezza che nonostante il forte vento di oggi le acque dell’Adriatico sono diventate più calme.