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Domenica, 13 Dicembre 2015 13:17

Leopolda. Dentro intervento Padoan, fuori le vittime del Salvabanche.

La terza e ultima giornata della Leopolda 2015, sesta edizione, vede l'intervento conclusivo del presidente del Consiglio Matteo Renzi, preceduto da quello del ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan. Mentre fuori i correstisti della Banca dell'Etruria protestano, ci sono anche i familiari delle vittime della strage di Viareggio.

 

I risparmiatori si sono costituiti in gruppo “vittime del salva-banche” e dopo aver manifestato davanti a Montecitorio, oggi sono a Firenze alla manifestazione a cui tanto tiene Renzi. Pare che una delegazione sia stata poi ricevuta nel backstage guidata da Letizia Giorgianni, portavoce del gruppo Vittime del Salva-Banche: con lei altri tre risparmiatori colpiti. Fuori dalla storica stazione si svolge la manifestazione dei piccoli risparmiatori che protestano contro gli affetti del decreto salvabanche e dentro Padoan sottolinea che sul crac delle quattro banche salvate dal governo "ci sono responsabilità diffuse".

"Ci sono -ha precisato- responsabilità di chi ha gestito i rapporti con i clienti senza informare correttamente sui rischi". Il governo comunque, ha precisato il ministro, ha fatto la sua parte. "Dopo l'intervento abbiamo quattro nuove banche solide. Abbiamo salvato un milione di depositi, 6.000 lavoratori e le imprese che avevano rapporti con gli istituti". Padoan ha difeso il ministro delle Riforme, Maria Elena Boschi, in merito al presunto conflitto di interessi che graverebbe su di lei per la vicenda Banca Etruria. "Per favore, smettiamola con lo sciacallaggio".

Il ministro ha quindi ribadito la solidità delle banche italiane. "Il sistema bancario -ha detto- è sano e solido. Ha superato la grande recessione senza bisogno di intervento pubblico ad eccezione di una banca per un miliardo. Mentre in paesi con economie più solide come la Germania sono stati impegnati 240 miliardi per salvare le banche".

Il ripristino della sospensione del requisito di onorabilità per chi ha amministrato male una banca è "un elemento più generale che riguarda il futuro" ha quindi sottolineato il ministro rispondendo ai giornalisti che gli chiedevano anticipazioni su eventuali provvedimenti sanzionatori collegati al decreto salva-banche. "Noi stiamo lavorando per rafforzare il sistema bancario nelle sue strutture, nei suoi comportamenti. Valuteremo se da questo episodio importante si debbano trarre anche conseguenze dal punto di vista del'onorabilità. E' prematuro dare risposte precise, esamineremo anche questo problema".

"Un anno fa - ha continuato il ministro – il 2014, si chiudeva con un numero negativo, quest'anno chiudiamo con un numero positivo. Dipende certo da fattori internazionale ma anche da fattori interni, grazie a una politica economica votata alla crescita, con le tasse che calano e creano capacità di offrire posti di lavoro. Siamo usciti da una lunga recessione", ha annunciato Padoan a proposito dell'andamento positivo del Pil nel corso del 2015.

Padoan ha quindi difeso il Jobs Act. "La politica economica serve a creare posti di lavoro e quest'anno ne abbiamo creati almeno 150 mila. Non solo bisogna creare lavoro, ma bisogna dare speranza ai giovani". Con il Jobs Act, ha sottolineato Padoan, "abbiamo messo in campo strumenti che creano lavoro e lo creano in modo migliore". Strumenti, ha ricordato, che non creano lavoro precario ma "consolidato". "Cambiare le aspettative aiuta anche la crescita: se c'è più fiducia usciamo dal circolo vizioso della crisi ed entriamo nel circolo virtuoso della crescita". Il ministro ha rivendicato al governo italiano il merito di essere passati da un'Europa tutta concentrata sull'austerità, ad una Ue che punta sulla crescita. "L'Europa non è qualcosa che ci casca addosso ma una cosa che va costruita. Dobbiamo dare benessere e serenità alle persone creando nuovi posti di lavoro".

 

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