Per l'Abruzzo affacciato sul mondo...


 

Domenica, 13 Dicembre 2015 18:10

Leopolda/Renzi a difesa di boschi "Non abbiamo scheletri nell'armadio"

Renzi Renzi

Firenze-"Chi pensa di strumentalizzare la vita delle persone deve fare pace con se stesso, ma chi pensa di strumentalizzare la morte delle persone mi fa schifo". L'affondo di Matteo Renzi arriva dopo quaranta minuti di discorso in cui il premier aveva portato avanti una sorta di fact checking dell'ultimo anno di governo.

 

Cominciato con i ringraziamenti ai volontari della Leopolda, proseguito con la prefigurazione di una Italia vincente capace di fare esclamare "piu' wow e meno mah", l'intervento è terminato, appunto con la difesa sua, del ministro Maria Elena Boschi e dell'intero suo governo dagli attacchi di chi ha attribuito la morte di Luigino D'Angelo, suicida dopo aver perso i suoi risparmi investiti in obbligazioni, alle scelte del governo.

Non solo: Renzi si e' soffermato anche sulle accuse dello scrittore Roberto Saviano al ministro Maria Elena Boschi: "Chi parla di favoritismi insulta persone perbene. Dal governo nessun favoritismo". E il premier non esita a citare la vicenda che riguarda suo padre: "Mio padre ha ricevuto un avviso di garanzia 15 mesi fa. Abbiamo detto a lui che nessuno dubitava di lui, i suoi figli e i suoi nipoti. Da allora, per due volte, la Procura ha chiesto di archiviare; ma passera' il Natale ancora da indagato. Non diro' una mezza parola, ho fiducia sui magistrati. Ma mio padre mi accusa di sbagliare strategia, che dobbiamo andare all'attacco. Noi non perderemo mai il sorriso, non consentiremo mai a un titolo di giornale di rovinarci la giornata, a chi pensa di farci arrabbiare dico che non ci avrete, aspetteremo sempre il tempo che c'e' da aspettare . Mai nessuno ci fara' desistere. Non abbiamo scheletri nell'armadio e, comunque, quel decreto lo rifarei domani mattina".

Nella stretta cerchia del presidente del consiglio, i parlamentari a lui piu' vicini, c'e' la convinzione che qualcuno abbia suggerito a Saviano quelle parole, che lo scrittore abbia agito su mandato per colpire la donna-simbolo del governo e, cosi' facendo, colpire Renzi stesso. Rimane da capire chi sia il mandante di questo attacco, si tende ad escludere la pista interna al partito, quella che porta alla minoranza dem. Qualche deputato presente in platea alla Leopolda invita a guardare ai Cinque Stelle che nei prossimi giorni depositeranno una mozione di sfiducia per il ministro Boschi. L'affondo del premier non risparmia la Lega. Il Carroccio non viene citato esplicitamente e tuttavia il riferimento a quelle "banche di partito che sono rimaste al verde" non lascia alcun dubbio sul destinatario del messaggio. Prima del presidente del consiglio era stato il ministro Padoan, salito sul palco per rispondere al 'question time' della Leopolda, a fare il punto della situazione sulla vicenda banche. "Il provvedimento del governo ha salvato un milione di depositanti, 12 miliardi di depositi, 200 mila imprese che hanno crediti e 6000 lavoratori degli istituti bancari", ha spiegato il titolare di viale XX Settembre: "Il sistema bancario italiano e' grande e solido: in Germania 250 miliardi di soldi pubblici alle banche, in Italia no. Ci sono quattro nuove banche che hanno preso il posto delle banche che erano in difficolta' e queste hanno i conti puliti. Questo e' il vero dato, non pretestuosita'", ha sottolineato

 Renzi davanti alla primavera sacra italiana, vinto "il sistema gerontocratico"

"Abbiamo abbattuto il sistema più gerontocratico e fatto del Pd il partito più votato in Europa".  Renzi orgoglioso dice ricordando "la terra dei suoi nonni" dal palco della Leopolda.

"Grazie a tutti i volontari e le volontarie. Anche ringraziare i volontari alla Leopolda è riduttivo perchè se ci guardiamo indietro e guardiamo a cosa abbiamo fatto a questo Paese negli ultimi sei anni c'è da dire 'che cosa bellissimà', dice il presidente del consiglio. "Se ci giriamo indietro pensiamo che è stato bello provarci ma ora c'è bisogno di un grande salto di qualità - aggiunge . La sfida è quella di dare gambe al processo di cambiamento più grande degli ultimi anni. Quelli che negli anni scorsi dicevano di mettere le bandiere nel frattempo sono andati via dal Pd. La bandiera l'abbiamo tatuata nel cuore". 

“Non abbiamo il volto pensoso di chi si ritiene depositario del sapere universale. Non ci hanno costruito in un ufficio comunicazione, quindi dobbiamo dire cosa sarà l'Italia del domani" Lo ha detto il presidente del consiglio Matteo Renzi dal palco della Leopolda. "Io non faccio uno storytelling ma credo che vent'anni di distruzione sistematica dell'immagine dell'Italia non hanno compromesso le capacità di questo Paese. Serve fiducia per ripartire", ha aggiunto. "Sono orgoglioso della terra dei miei nonni, voglio esserlo della terra dei miei nipoti". Renzi ha poi illustrato i successi del suo Pd: "Cosa sabbiamo combinato quest'anno, tante cose, anche le polemiche. Stiamo facendo una operazione sulle tasse tanto straordinaria da rasentare un progetto di ambizione. Stiamo abbattendo le tasse, sta realmente accadendo. Se non ci sarà più l'Imu e la tassa sulla casa vuol dire che la voluntary disclosure si è trasformato da sogno a realtà", ha detto il presidente del consiglio. Quindi uno dei temi più controversi della sua politica, i bonus di 80 euro e quello per i giovani: "Gli ottanta euro non sono stati una mancia elettorale, ma hanno rimesso in moto i consumi - ha detto -. Chi dice che con il bonus vogliamo comprare il voto dei diciottenni non conosce i nostri giovani che non si lasciano abbindolare".

 agi

 

Ultima modifica il Domenica, 13 Dicembre 2015 18:36

Top News

Statistiche

Visite agli articoli
33232140