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Martedì, 25 Maggio 2021 16:15

Le 4 stagioni della pesca: inverno e primavera

Scritto da nefer

Con Piscor, attraverso le quattro stagioni della pesca in acqua dolce: inverno e primavera. 

Le 4 stagioni della pesca: Estate ed autunno. 

La pesca in Inverno:

Nella nostra Nazione l’intensità dei fenomeni climatici che contraddistinguono tale stagione varia da zona a zona: nelle aree territoriali di montagna (alpi o Appennini) l’inverno è sempre molto rigido, con copiose nevicate; nelle zone pianeggianti del distesa padana è l’umidità ed i banchi di nebbia a farla da padrone (oltre al gran freddo maggiormente percepito dall’essere umano rispetto al freddo “secco” tipico dei monti).

Nelle zone costiere, e nell’immediato entroterra (soprattutto al sud) il clima rimane più mite, come anche nei territori subalpini lacustri. La temperatura esterna scende ovunque, di conseguenza, anche la temperatura dell’acqua tende ad abbassarsi notevolmente (anche se, i molti casi, resta sempre maggiore di quella esterna).

In generale, noi di Piscor.com, sappiamo bene che questa è la stagione meno indicata per la pesca nelle acqua interne, e la più pericolosa per il pescatore che “osa” sfidarla: il clima ostile, i pericoli rappresentati da ghiacci, nevi e piene e la scarsa possibilità che qualche pesce “volenteroso” voglia pietosamente regalargli una soddisfazione sono fattori che tendono a demotivarlo fortemente.

La presenza di insetti e microrganismi viene meno ed I pesci ancora in attività sono davvero pochi in questa stagione: Trote, Lucci , Temoli e Pighi dimostrano ancora un certo dinamismo ma, particolare fondamentale, non sono pescabili in quanto, per la pesca a tali specie, questo è il periodo di chiusura.

In Inverno, oltre alla pesca nei laghi sportivi il pescatore più fiducioso e temerario può provare ad insidiare, nelle giornate più calde, gli irriducibili e sempre presenti Cavedani, Barbi e Vaironi (questi ultimi unici rappresentati della minutaglia ancora in attività nella stagione fredda).

Sono sporadiche le abboccate dei persici nei laghi (se non a profondità enormi), al contrario, essendo in questa stagione assente la minutaglia, il Luccio, pur muovendosi poco ed a grandi profondità, tende ad attaccare se gli viene proposta un esca appetibile come il vivo (occorre in ogni caso ribadire che in inverno la pesca a tale predatore è vietata).

La pesca in Primavera

La Primavera, essendo una mezza stagione come l’Autunno, risente fortemente dei mutamenti climatici che sconvolgono l’umanità contemporanea dovuti all’alto tasso di inquinamento dell’aria ed il conseguenziale surriscaldamento atmosferico.

Le primavere (soprattutto odiernamente) non sono tutte uguali: negli ultimi anno soprattutto si assiste a primavere precoci che iniziano alla fine di Febbraio per poi ritrovarsi (soprattutto nelle zone interne e montuose della nostra penisola) ad affrontare Aprile e Maggio come fossero a tutti gli effetti mesi invernali.

Chiaramente, tali elementi climatici incostanti tendono a condizionare anche il comportamento dei pesci, i quali risentono a livello di umore del variare repentino, brusco ed inaspettato del clima; un cambiamento che riguarda in pieno l’elemento idrico, il quale può subire mutamenti di temperatura, colore e volume.

In molti ambiti territoriali la primavera è la stagione in cui si sciolgono le nevi in altura, di conseguenza la portata di fiumi e torrenti diventa notevole, ed il colore dell’acqua assume delle tinte biancastre, rendendo assolutamente vano ogni tentativo di pesca.

Questa stagione, almeno fino alla fine di Maggio, risulta essere quanto meno capricciosa sotto il profilo climatico, in ogni caso, nell’ultima fase di essa, le temperature esterne tendono ormai a salire e fanno la loro ricomparsa insetti e microrganismi che rappresentano la base alimentare per molte specie ittiche d’acqua dolce, e noi di Piscor.com ne siamo ben coscienti.

la stragrande maggioranza dei pesci, che è rimasta inattiva nei mesi invernali, torna gradualmente al dinamismo spinta dalla fame e compie dei giri sempre più ampi stimolata dalla ricomparsa della minutaglia e di insetti e larve sulla superficie idrica, attaccando molto generosamente l’esca proposta dal pescatore.

In questa stagione Cavedani e Barbi tornano in pieno “alla vita” e li si può insidiare al colpo, con bolognese e galleggiante a mezz’acqua, e con larve carnarie o camole all’amo (opportuno ricordare che, in molte regioni italiane, la pesca a Barbi e Cavedani vede coincidere il suo periodo di chiusura proprio con il mese di Maggio, periodo in cui tali specie ittiche mettono in atto il proprio ciclo riproduttivo) molto proficua si dimostra anche la pesca ai salmonidi, con cucchiaio o mosca secca.


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