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Martedì, 30 Novembre 2021 15:26

Sevel, serve legge contro delocalizzazione

Scritto da redenz

Colletti a Giorgetti: “Vicenda Val di Sangro è emblematica, è necessario intervenire”

PESCARA, 30 novembre – Un’interrogazione per sapere se il ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, “intenda promuovere iniziative di competenza, nel pubblico interesse e di tutti i soggetti coinvolti e, conseguentemente, valutare l’adozione dei necessari provvedimenti, anche di natura legislativa, con l’urgenza richiesta dalla straordinaria gravità della vicenda, per porvi rimedio”. A presentarla, a proposito dei frequenti blocchi dell’attività della Sevel e visto il rischio di delocalizzazione, è il deputato abruzzese Andrea Colletti (Alternativa). Nell’interrogazione, il parlamentare sottolinea come nello stabilimento si preveda “una ripresa a ritmi ridotti, con l’applicazione della rotazione dei dipendenti e la conseguente riduzione occupazionale, causata dalla crisi di approvvigionamento dei semiconduttori, che metterebbe a repentaglio più della metà del Pil abruzzese, 4,5 miliardi (circa il 50% dell’Abruzzo) di esportazioni e oltre 20mila lavoratori con tutto l’indotto”.

“Lo stabilimento della Val di Sangro – dice ancora il deputato – appartiene alla galassia Stellantis (nata dalla fusione tra i gruppi Psa e Fca) che si appresta a mettere in funzione un altro stabilimento di produzione di veicoli commerciali leggeri in Polonia, secondo la logica operativa dell’amministratore delegato Carlos Tavares, ispirata a redditività, profitto e agilità nell’organizzazione del lavoro (ha risanato così un bilancio del gruppo francese ‘sull’orlo del baratro’), che lascia immaginare il rischio di delocalizzazione, visto che lo stabilimento abruzzese non avrà alcuna agevolazione e aiuto di Stato a differenza di quello polacco”. Per Colletti è necessario “ripensare radicalmente l’indirizzo della nostra politica industriale, che oggi non appare in grado di impedire le delocalizzazioni non avendo leggi organiche in grado di favorire lo sviluppo industriale, al contrario ad esempio della Francia, che nel corso degli anni ha cercato di adeguare il quadro normativo alle nuove esigenze”.

“Dal confronto tra sistema industriale italiano e francese – sottolinea infatti il deputato – emerge con chiarezza, rispetto a Stellantis, che gli stabilimenti produttivi sono adeguatamente tutelati dalla partecipazione azionaria della famiglia Peugeot e dello Stato francese, titolari, rispettivamente, del 7,2% e del 6,2% del pacchetto complessivo, assetto azionario che consente di avere informazioni utili prima dell’attuazione di programmi e piani industriali, con la possibilità di anticipare le scelte senza subirle, fornendo un efficace strumento di tutela occupazionale”.

Per il parlamentare abruzzese è “fondamentale l’elaborazione di una nuova strategia. E’ necessario rimodulare il rapporto tra politiche industriali comunitarie e nazionali – osserva – nel rispetto dei principi di concorrenza, libertà di impresa e circolazione delle merci, al fine di colmare l’asimmetria informativa tra il nostro Governo e le multinazionali, prevedendo strumenti adeguati ed efficaci per impedire la delocalizzazione che le grandi imprese attuano per ridurre i costi, le stesse imprese che per decenni hanno rappresentato un costo reale per la collettività, influenzando pesantemente la politica economica dei Governi”.

“Il caso della Sevel in Val di Sangro, che suscita grande preoccupazione per il futuro produttivo e occupazionale di un territorio già provato da crisi nelle diverse aree industriali, risulta indicativo della necessità di favorire piani di crescita e trasformazione delle imprese, da considerare come ‘beni di interesse collettivo’ in un’ottica costituzionalmente orientata”, conclude Andrea Colletti.

I sindacati: “Le scelte di Stellantis portano a centinaia di licenziamenti, la Regione convochi con urgenza il tavolo di crisi”

"Purtroppo, quello che temevamo sta avvenendo: nel completo disinteresse della politica regionale, altri 190 lavoratori in staff leasing saranno lasciati a casa e si aggiungono ai 300 già usciti alla fine di settembre e, purtroppo, riteniamo che altri 250 rimasti seguiranno la stessa sorte entro la fine dell’anno."

Così Le segreterie Nidil Abruzzo Molise - Felsa Abruzzo e Molise - Uiltemp Abruzzo.

"Inoltre, è importante non sottovalutare le ricadute pesanti, in termini occupazionali, che le scelte industriali di Stellantis avranno sulle aziende dell’indotto nelle quali sono occupati più di 1.000 lavoratrici e lavoratori in somministrazione che producono componenti per Sevel. Riteniamo che questa scelta unilaterale di Stellantis, gruppo del quale fa parte Sevel, per L’Abruzzo, rischia di provocare più danni di quelli provocati dalla pandemia. Ribadiamo che le lavoratrici e i lavoratori somministrati hanno pari dignità degli altri occupati, per questo motivo riteniamo meritino l’attivazione e la convocazione del tavolo di crisi di settore regionale e nazionale con il coinvolgimento di tutte le istituzioni interessate a difesa dell’occupazione delle lavoratrici e dei lavoratori somministrati di questa provincia e di tutta la regione. Pertanto di fronte al rischio della tenuta occupazionale non solo del territorio della Val di Sangro ma di tutto il territorio regionale, chiediamo con forza al Presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio e all’Assessore alle attività produttive Pietro Quaresimale l’attivazione e la convocazione, urgente, del tavolo di crisi di settore coinvolgendo le organizzazioni sindacali Nidil Cgil, Felsa Cisl e Uiltemp Uil, per trovare soluzioni per garantire il mantenimento occupazionale ed evitare un problema sociale, per le lavoratrici e i lavoratori somministrati della Val di Sangro, usando tutti gli strumenti sia contrattuali che legislativi, ordinari e straordinari, a disposizione. Come Nidil Cgil Felsa Cisl e Uiltemp Abruzzo siamo pronti a fare la nostra parte e non ci rassegniamo all’idea che i primi a pagare queste decisioni unilaterali siano le lavoratrici e i lavoratori in somministrazione, che per la loro condizione sono la parte più debole del processo produttivo."

Ultima modifica il Martedì, 30 Novembre 2021 15:40