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Martedì, 26 Luglio 2022 17:40

Città Sant'Angelo, nasce il Faro Vestino: "biodigestore anaerobico, non è la soluzione ideale"

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esempio generico di biodigestore esempio generico di biodigestore

 Il Faro Vestino: "è una rete informale, apartitica e trasversale della società civile accomunata dalla spinta a tutelare la salute, l’ambiente e il patrimonio storico e artistico dell'area Vestina in Abruzzo".

 Nella moltitudine delle bellezze naturali e del patrimonio artistico e culturale, l’Abruzzo vanta numerosi borghi tra cui uno dei più belli d’Italia è Città Sant’Angelo nominato dalla rivista Forbes al 6° posto nella classifica mondiale delle località ideali dove stabilirsi ed investire. Riconosciuta come Cittaslow, Città dell’Olio e Città del Vino, oltre ad aver ottenuto il marchio Bandiera Verde per l’Agricoltura, Città Sant’Angelo è un vanto del “buon vivere”.

Si legge in un comunicato sottoscritto, oltre che dal Faro Vestino, anche da Italia Nostra- Sezione di Città Sant’Angelo SOS Territorio La Nostra Terra Ripamare Emergenza Elettrosmog Abruzzo Olis Pachamama:

In data 16 maggio 2022 l’assemblea dei soci di Ambiente spa , società interamente pubblica che cura la raccolta ed il conferimento dei rifiuti solidi urbani per diverse comunità, compresa Città Sant’Angelo, ha deliberato a maggioranza l’avvio del procedimento per la realizzazione di un “Biodigestore anaerobico” in project financing con capitale pubblico/privato ad istanza di due società del gruppo Snam, da localizzare nella zona industriale di Piano di Sacco su un territorio acquisito da Ambiente a seguito di una procedura concorsuale.

Il digestore, secondo i dati forniti da Ambiente dovrebbe trasformare max 60000 tonnellate annue, rispetto a circa 2000 tonnellate di frazione umida prodotta a Città Sant’Angelo e quindi dovrebbe affluire dal comprensorio pescarese tutto il materiale mancante attraverso l’afflusso a Piano d Sacco di innumerevoli mezzi con materiale già in putrefazione e fortemente maleodorante. A fronte di numerose criticità come il rischio delle emissioni (fughe) di possibili cattivi odori, i rischi di esplosioni per i grandi reattori e serbatoi, i rischi associati all’utilizzo di digestato contaminato data la capacità di alcune specie microbiche, come il Clostridium botulinum di sopravvivere in condizioni di anaerobiosi e alle temperature utilizzate nel processo di digestione, il biodigestore anaerobico, non è la soluzione ideale per il problema dei rifiuti umidi, a differenza del più opportuno sistema aerobico per la produzione di compost di qualità attraverso impianti di comunità.

Palese si manifesta l’incompatibilità di impianti impattanti in un territorio che viene vantato per il “buon vivere”, tanto più che nel raggio di 500 metri dal luogo indicato per la realizzazione dell’impianto stesso vi è una verde campagna con colture di pregio, numerose attività ed aziende e il centro abitato di Fagnano Alta, una dozzina di case sparse. Saranno rispettate le distanze di sicurezza dalle abitazioni? Sono stati valutati gli effetti sanitari? È stato valutato l’effetto cumulo in relazione alle altre attività della medesima zona? È stato valutato il rischio? Tanto più che negli abitanti del luogo è ancora vivo nella memoria l’incendio di Terraverde iniziato nel 30 ottobre del 2011 e protrattosi per 4 giorni nella medesima zona. Apprendiamo che nel prossimo consiglio comunale del 28.07.2022 sarà discussa la “risoluzione per il biodigestore in località Piano di Sacco”, presentata da alcuni consiglieri; auspichiamo che la relativa proposta di deliberazione a sostegno della contrarietà alla realizzazione del biodigestore in questione sia votata con convinzione e all’unanimità dell’intero Consiglio e che tale indirizzo politico sia successivamente difeso con fermezza. Tanto più a seguito di quanto apprendiamo dalla stampa sulle iniziative del Comune di Pescara; il Sindaco Masci sta rimarcando la volontà di modificare lo statuto Ambiente spa in modo che Pescara possa avere maggior peso decisionale. Nella seduta del prossimo giovedì ci sarà difatti anche la votazione sulla proposta di modifica statutaria avanzata da Pescara. Anche nel caso in cui venga approvata in consiglio comunale la delibera a sostegno della contrarietà alla realizzazione del biodigestore, l’iniziativa potrebbe essere invalidata dall’eventuale depauperazione del potere decisionale del Comune di Città Sant’Angelo sul proprio territorio? Chi deciderà per le sorti dei cittadini angolani? Città Sant’Angelo o Pescara? In quest’ottica come intende porsi il Comune di Città Sant’Angelo? Il Faro Vestino andrà avanti nella difesa del territorio, della salute, dell’ambiente e del futuro di questa terra meravigliosa dalle vocazioni agricole ed artigianali difendendo fino in fondo il “vanto del nostro saper buon vivere”.

 

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