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Venerdì, 29 Gennaio 2016 12:45

Amaranto: ideale per i celiaci, dal pop corn al cous cous ecco come cucinarlo

La dr.ssa nutrizionista Carola Marangelli durante un incontro culinario biologico La dr.ssa nutrizionista Carola Marangelli durante un incontro culinario biologico AC

L'amaranto è una pianta e letteralmente significa “che non appassisce”. E' completamente privo di glutine, è quindi un alimento adatto a chi soffre di celiachia. La biologa nutrizionista Dr.ssa Carola Marangelli di Montesilvano spiega come cucinarlo, la storia e le proprietà nutritive.

Essendo molto ricco di fibre e particolarmente digeribile, è utile per chi soffre di problemi intestinali ed è adatto anche all'alimentazione di bambini piccoli e anziani. È molto ricco di proteine di alta qualità ed è un valido alleato per chi decide di seguire un regime alimentare privo di carne e di derivati animali. Contiene un contenuto elevatissimo di lisina e garantisce un ottimo apporto di ferro, calcio, fosforo e magnesio. Contiene, inoltre, vitamine dei gruppi B e C, acido aspartico, arginina, serina, alanina e acido glutammico. L'amaranto è definito pseudo cereale e rappresenta una valida alternativa ai cereali.

La dr.ssa Marangelli del punto Melaverdebio di Montesilvnao, afferma “L'amaranto ha quindi buone quantità di amminoacidi, non contiene grassi saturi e ha un basso indice glicemico; inoltre, essendo a base di fibre insolubili che aumentano la massa fecale accelerandone il transito intestinale, l'amaranto aiuta a combattere stipsi e stitichezza.” E ancora “L’amaranto contiene una quantità non trascurabile di acido ossalico, pertanto potrebbe inibire l’assorbimento di calcio e zinco; non è quindi consigliabile in chi soffre di patologie a livello renale, gotta o artrite reumatoide. Per l’elevato contenuto di proteine, non è consigliabile associarlo ad altri alimenti altamente proteici; non andrebbe quindi mangiato insieme a carne, latte e derivati, uova.

Storia

Secondo gli studi effettuati sulle antiche popolazioni dell'America centrale, l'amaranto era, insieme a mais e quinoa, l'alimento fondamentale per Aztechi ed Incas. Si tratta quindi di un cibo utilizzato sin da tempi antichissimi anche se, per molti anni, è stato messo nel dimenticatoio. Riscoperto negli anni Sessanta negli Stati Uniti, oggi viene coltivato in tutto il mondo. Ricchissimo di nutrienti, le sue proprietà sono ancora poco conosciute in alcuni Paesi, tra cui l’Italia.

Come si consuma a tavola?

Le giovani piante di amaranto possono essere lessate e consumate come degli spinaci, mentre i semi si possono usare per varie ricette, da insalate a prodotti di panificazione e da forno. Farina Amaranto. E' una farina molto ricca ma che lievita male, per cui per la panificazione si usa mescolata con altre farine (farina di grano, kamut o farro).

Pop corn di amaranto ecco la ricetta

Si usa invece tranquillamente come addensante naturale per salse o zuppe; anche i germogli di amaranto sono ottimi alimenti da inserire nelle insalate e i suoi semi si possono usare anche per fare i pop (amaranto) corn, scoppiano proprio come quelli di mais!

Si lava, risciacquandolo con acqua fresca più volte, poi si può fare bollire sia in pentola normale (una tazza di amaranto e tre tazze di acqua) per circa 30 minuti, oppure si può cuocere al vapore, utilizzando per esempio il cestello adagiato nella pentola a pressione, per circa 20 minuti.

Si può servire come un cous cous, accompagnato da verdure di stagione, come zucchine, broccoli, melanzane, pomodorini, prezzemolo, olive, salse varie e chi più ne ha più ne metta!

La dr.ssa arola Marangelli per informazioni: Melaverdebio via Roma 8 a Montesilvano

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Ultima modifica il Venerdì, 29 Gennaio 2016 13:03