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Martedì, 14 Novembre 2023 14:42

Registratore e keylogger ossessionato dal tradimento. Donna denuncia 5 anni di angherie.

Polizia di Stato esegue ordinanza di applicazione di misura cautelare degli arresti domiciliari con apposizione di braccialetto elettronico di un uomo per maltrattamenti in famiglia, grazie al "Signal for help".

In data 07 ottobre u.s. personale della Polizia di Stato della Questura di Teramo in forza all’U.P.G.S.P. e alla Squadra Mobile, dava esecuzione all’Ordinanza di applicazione di Misura Cautelare degli arresti domiciliari con apposizione di braccialetto elettronico disposta dal Tribunale Ordinario di Teramo – Ufficio del Giudice per le indagini Preliminari, nei confronti di un soggetto raggiunto da gravi indizi di colpevolezza in ordine al reato di maltrattamenti in famiglia nei confronti della propria moglie. L’attività scaturiva a seguito di denuncia sporta dalla donna negli Uffici del Locale U.P.G.S.P. della Questura di Teramo, in quanto esasperata dalle continue vessazioni e prevaricazioni subite. Difatti nella giornata del 20 settembre u.s. la stessa, mentre si trovava presso il Pronto Soccorso dell’Ospedale Mazzini di Teramo, ove si era recata accompagnata dal marito, riusciva a comunicare al personale sanitario la propria silenziosa richiesta di aiuto. Ciò avveniva grazie al “Signal for Help” un gesto della mano internazionalmente riconosciuto quale strumento per comunicare tacitamente una situazione di pericolo.

Il personale medico ha subito capito il significato di quel gesto ed ha attivato l’apposito protocollo, che ha consentito al personale della Polizia di Stato in forza all’U.P.G.S.P. e alla Squadra Mobile della Questura di Teramo di intervenire prontamente e mettere in sicurezza la donna. La stessa denunciava agli agenti le innumerevoli angherie che era stata costretta a subire negli ultimi 5 anni dal marito per motivi di gelosia, episodi che si erano verificati anche alla presenza dei figli minori.

L’uomo, ossessionato dalla possibilità che la moglie potesse tradirlo, era arrivato a costringere la donna ad indossare un mini-registratore, appositamente cucito sui pantaloni da lavoro al fine di acquisire eventuali indizi utili a provare i rapporti extraconiugali da lui sospettati.

In altra occasione il marito aveva installato all’interno dello smartphone della moglie un “keylogger” (dispositivo in grado di registrare quanto digitato sulla tastiera del telefono ed attivarne il microfono da remoto) al fine di poterla controllare a distanza.

La donna, ormai giunta ai limiti della sopportazione, decideva di sfruttare l’appuntamento fissato per una visita medica, nell’occasione propizia per denunciare il tutto.

A seguito di quanto dichiarato dalla vittima la Polizia di Stato della Questura di Teramo aveva provveduto a denunciare l’uomo ed a ritirare in via cautelativa ex art. 39 TULPS nr. 5 armi da caccia che lo stesso deteneva regolarmente.

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