I ricercatori dell'Università di Basilea hanno scoperto una nuova specie di biscia, denominandola vipera Walser. Il rettile, individuato in due aree delle vallate biellesi, in Piemonte, è stato analizzato sotto tutti gli aspetti e sia la sua morfologia sia il suo patrimonio genetico ne dimostrano l'unicità. La vipera Walser rispetto alle specie affini, la si può riconoscere dal numero delle scaglie disposte attorno agli occhi e sulla testa. Allo stato attuale delle conoscenze, la nuova specie sembra essere presente solamente in alcuni piccoli frammenti di territorio, essendo il suo habitat molto circoscritto, poichè sembra prediligere ambienti aperti e rocciosi, mentre diserta quelli boscosi. Nel corso del diciannovesimo secolo ha probabilmente approfittato delle ampie superfici destinate al pascolo, che però, al giorno d'oggi, vanno riducendosi a vista d'occhio essendo invase dalla vegetazione ad alto fusto. Importante rinvenimento da un punto di vista evolutivo, questa nuova specie è stata trovata in un’area lontana dalle altre zone di presenza di specie simili, avvalorando l’ipotesi di un hotspot di speciazione di serpenti. Appena identificata, la vipera Walser, dal nome della popolazione che vive nelle valli, è già esposta ad un non trascurabile rischio d’estinzione, sottolinea lo “Sportello dei Diritti”. La sopravvivenza di questa specie, infatti, è già in pericolo a causa della ristrettezza dell’areale in cui è presente e del potenziale prelievo che potrà subire da parte di chi alimenta il mercato illegale degli animali da detenzione a fini commerciali, il cosiddetto wildlife trade o «commercio di specie selvatiche», considerato il secondo mercato illegale al mondo dopo quello della droga, con un giro d’affari stimato di circa 160 miliardi di dollari l’anno. I rettili rappresentano una componente cospicua delle specie commerciate illegalmente, e una nuova specie di vipera, vivacemente colorata e rara, potrebbe valere migliaia di euro sul mercato dei serpenti da terrario, inducendo commercianti senza coscienza naturalistica ad organizzare devastanti spedizioni di prelievo in natura.. Ciò ne mette in grave pericolo la sopravvivenza.
E’ in calo il numero di persone che seguono il regime basato su prodotti della terra per il cibo spazzatura comunemente chiamato “junk food”. Lo dicono gli esperti riuniti a Milano dalla fondazione internazionale che si batte per la sua diffusione. Dal 2010 è patrimonio immateriale dell’umanità
Aperta sabato 9 luglio 2016 dalle ore 17.30 a Pescara, nel Museo Paparella, in viale Regina Margherita 1, è aperta al pubblico la Mostra “MICHELE CASCELLA opere dal 1907 al 1941 tra de Pisis e Utrillo”
Torna la mostra fotografica “Il cielo è di tutti”: edizione estiva dal 2 al 9 agosto per aiutare i “Gatti di Asgaror” di Francavilla al Mare
Li Sciarpalite di Teatro e...presentano questa gustosa commedia con la Regia Pina Di Salvo, firmata Franca Arborea, al Porto di Pescara il 4 Agosto, ore 21.
La campagna itinerante di Legambiente per promuovere le buone pratiche di tutela della specie e rilanciare le economie dei territori Quattro week-end di attività nei parchi nazionali dell’Appennino centrale
Miranda Gibilisco alla prima Maratona del Contemporaneo, una kermesse di tre giorni che l’8, il 9 e l’11 Luglio ospiterà nel comune di Atri, il progetto Stills of Peace and Everyday Life a cura della Fondazione Aria e del Comune di Atri, con due collettive d'arte contemporanea, 24 artisti, una rassegna di cinema d’autore e tanti Art Talk che renderanno omaggio alla Francia, anche per tenersi in contatto con gli avvenimenti cruciali che nel 2016 hanno investito l'Europa e il mondo intero.
Pescara-largo madonna sabato 9 luglio ore 21,00 per la rassegna "Ennio Flaiano nella cultura italiana degli anni del boom"
Una ricerca dell'Università di Ferrara pubblicata sulla rivista scientifica internazionale Plos One scopre che l’infertilità femminile potrebbe essere associata ad una infezione virale
L’infertilità femminile potrebbe essere associata ad una infezione virale. E’ questa la sintesi della ricerca svolta in collaborazione fra il team del Prof. Dario Di Luca del Dipartimento di Scienze mediche e del Prof. Roberto Marci del Dipartimento di Morfologia, chirurgia e medicina sperimentale dell’Università di Ferrara. “Lo studio, afferma Roberta Rizzo, coordinatrice della ricerca, ha trovato evidenza di infezione occulta con l’herpesvirus umano 6A (HHV-6A) nell’endometrio uterino di donne affette da infertilità, ma non in un gruppo di controllo costituito da donne fertili. Le donne affette da HHV-6A, pur non manifestando alcun segno evidente di infezione, avevano alterazioni significative nelle secrezioni uterine di citochine, molecole che sono importanti nel predisporre l’ambiente intrauterino all’impianto dell’uovo fecondato. Lo studio è stato pubblicato nella rivista scientifica internazionale PLOS ONE. La ricerca, evidenzia lo “Sportello dei Diritti” ,è significativa anche da un punto di vista virologico. Infatti HHV-6 comprende 2 specie virali: mentre HHV-6B causa la sesta malattia (una malattia pediatrica di lieve entità) ed è estremamente diffuso nella popolazione umana, HHV-6A si trova molto più raramente, e non è ancora chiaro quale sia il suo ruolo nel causare malattie. L’ipotesi che HHV-6A sia associato all’infertilità femminile apre la strada a possibili nuove applicazioni cliniche di trattamento”. La ricerca è stata finanziata con fondi della Regione Emilia-Romagna.