Il Bologna di Donadoni ha disputato un campionato spento, tuttavia sufficiente per non rischiare mai. È, peraltro, in buona compagnia: Cagliari, Sassuolo, Chievo, Udinese, in parte la Sampdoria, sono state poco più che confini, a tracciare la linea tra chi lotta per la salvezza e chi per obiettivi prestigiosi. Si assiste a partite ininfluenti da troppe giornate. Le squadre non hanno colpe, se non quella di praticare un calcio spesso noioso, pagando qualcosa in termini di profitto più che di risultati. Questa stagione, poi, è stata caratterizzata da un fondo classifica non adatto al compito, dove soprattutto Pescara e Palermo hanno mostrato lacune altamente condizionanti. Carlo Tavecchio, presidente della FIGC e commissario della Lega di serie A, ha ribadito come la sua idea sia quella di tornare a 18 squadre nel massimo campionato, contestualmente introducendo playoff e playout. La strada è quella giusta, serve solo il coraggio di intraprenderla per davvero.
Potrebbe rivedersi Gilardino, non titolare ma a partita in corso. Benali, a seguito dell’espulsione contro il Crotone, dovrà scontare tre giornate di squalifica, stagione finita per lui. Al suo posto potrebbe giocare Muric, anche se mister Zeman svela una sua difficoltà: “È bravo ma non è ancora capace di inserirsi bene e parlare con i compagni, fa fatica con l'italiano”. Ad ogni modo, non sembra realistico immaginarlo a Pescara il prossimo anno, il giocatore – globalmente – non ha convinto. Kastanos è un’altra opzione, Zeman vede in lui delle buone potenzialità tecniche, ma per ora “fa la differenza in primavera, non in prima squadra”. Anche il trequartista cipriota, di proprietà Juve, non scenderà in B. Mitrita, invece, dovrebbe continuare a vestire in biancazzurro, così sarebbe giusto vederlo in campo nelle ultime tre partite. La società ha investito una somma consistente – 800.000 euro circa – per acquistare il suo cartellino, vorrà certamente puntare su di lui. Zeman, poi, si esprime così su Gaston Brugman: “L'ho messo come play perché avevo bisogno di più qualità per vincere la partita. Il problema è che lui è in Italia da cinque o sei anni e non ha mai fatto la differenza, però ha grandi doti tecniche. È più attaccante che difensore, non può fare il mediano contro Roma o Juventus”. Parole piuttosto dure, che preludono ad un addio. Dispiace, a nostro avviso il regista uruguagio ha spesso dimostrato di essere un ottimo giocatore, un centrocampista di qualità rara. Negli ultimi tempi, semplicemente, è apparso demotivato e forse si può comprenderlo.
In settimana Zeman ha compiuto 70 anni e sono arrivati gli auguri da tutto il mondo del calcio: “Mi hanno fatto piacere tutti gli auguri ricevuti, anche Totti mi ha scritto”. Il ritiro dalle scene, come prevedibile, non è neppure in idea: “Mi sento ancora giovane, ho tanta voglia di allenare”. Noi ce lo auguriamo, in attesa di questa estate, quando dal ritiro giungeranno racconti e leggende, voci mitologiche di addestramenti eroici. E noi, come sempre, accenneremo un sorriso.
Probabili formazioni:
Bologna (4-2-3-1): Mirante; Krafth, Oikonomou, Maietta, Mbaye; Donsah, Taider; Verdi, Petkovic, Krejci; Destro.Allenatore: Roberto Donadoni.
Pescara (4-3-3): Fiorillo; Zampano, Fornasier, Bovo, Biraghi; Coulibaly, Muntari, Memushaj; Mitrita, Bahebeck, Caprari.Allenatore: Zdenek Zeman.



