Paolo Villaggio ci ha lasciati, 84 anni, in un suo libro aveva predetto la propria morte 10 anni fa. Un diabete non curato la causa del decesso al Gemelli di Roma, funerali laici nella Casa del cinema.
Personaggi, libri di letteratura premiati nel mondo, amato tanto dai più giovani per essere nelle sue interpretazioni semplicemente divertente, capace di una ribaltare la realtà. Il grande insegnamento che ci lascia è quello dell'ironia, senza inutili ipocrisie. Chi lo segue da sempre è sollecitato a imparare che ridere si può, anche nelle situazioni più atroci, ci aiuta a non cadere in depressione. Prendersi gioco di noi stessi, della realtà che viviamo, una buona medicina per sopravvivere nel viaggio della vita.
Noi lo vogliamo ricordare così, davanti al frittatone gigante, e birrone gelato, in attesa della partita dei mondali Italia- Inghilterra. Nel relax e gioia di chi sente meritato quel momento, cercando di alleviare per un attimo il dolore di tutte le frustrazioni, i mancati obiettivi e le amare disillusioni che ognuno porta dentro. Il servilismo di Fantozzi aiuta ad accettare le ombre di una società piegata a chi promette favori. Fa rabbia ma ancora peggio è stato scoprire che un po' di Fantozzi è in tutti noi, nelle famiglie, nella società. Ora sarebbe il caso di girare il basco, come faceva il ragionier Ugo e raddrizzare la schiena con coraggio.
E comunque siamo tutti concordi che la Corazzata Potemkin è una cagata pazzesca!”
Ciao caro Paolo, ci mancherai tanto: continueremo a vedere i tuoi film come abbiamo fatto sempre, così ci sembrerà, anche se per un solo istante, di averti ancora in questo mondo.
Grazie per quello che ci hai lasciato.
E ora in alto i calici con l'acqua Bertier!






