L’esito referendario consultivo del 25 maggio “non può rimanere inascoltato”, anche se sono molti i punti su cui discutere. Questo il presupposto di “Verso la città lineare metropolitana L’Unione dei servizi quale strada propedeutica alla fusione dei comuni” Documento politico approvato alla Direzione del 26 gennaio 2016, a seguito della riunione di ieri, divulgato da Romina Di Costanzo – Segretaria Partito Democratico di Montesilvano – Gruppo Dirigente cittadino del Partito Democratico. Molto si discute sul fatto che il referendum “non costituisca una rappresentatività equilibrata ed omogenea dell’elettorato delle tre città coinvolte - vuoi per la mancanza di un quorum costitutivo per la validità e la mancata previsione di una formale espressione di volontà dei Comuni interessati, vuoi per le diverse dimensioni e per le modalità con le quali è stato concepito ed attuato, non motivando un’ampia partecipazione cittadina se non in concomitanza con l’election day” però il PD locale dice “è indubbio che apre la strada ad un ragionamento di carattere politico che da esso non può necessariamente prescindere.” Come è noto la legge ad hoc che istituisce un Nuovo Comune , come prevista l’art. 133, comma 2, della Costituzione, spetta alla Regione. E tra qualche giorno Luciano D'Alfonso,come ha annunciato, presenterà una proposta. Evidenzia il PD locale che il cittadino ha voluto dare un segnale, dal referendum “emerge la ricusazione della classe dirigente di fronte ad una evidente carenza di servizi al cittadino” sottolinea il documento, “è necessario andare oltre l’elemento populistico” ricordando “che ogni settore delle pubbliche amministrazioni è in carenza di personale.” Il Partito Democratico di Montesilvano, così, pensa più ad “aprire la strada ad una cooperazione progressiva tra le città di Montesilvano e Pescara”, per ottimizzare i servizi e scorgere gli aspetti che avvicinano le due realtà, “ben si presta ad un ragionamento di grande città lineare metropolitana della costa adriatica, condividendo le due città molti aspetti, dalla medesima vocazione turistico-balneare all’esigenza di riqualificazione delle periferie. “ Nel documento emerge l'idea di un “percorso di integrazione e collaborazione graduale che punti all’unificazione degli strumenti di pianificazione.” E elenca le strategie comuni: Pianificazione urbanistica unica, piano spiaggia unico, magari senza camere e pernottamento sul mare. Un piano della mobilità sostenibile unico, una gestione dei rifiuti unica, piano di marketing turistico unico, corpo unico di polizia municipale locale moderno e mobile. Insomma sì alla città metropolitana ma “non di stampo pescarocentrico che accentri su di sé tutte le funzioni di pregio e releghi i territori limitrofi a funzioni di puro serbatoio di utenti, di consumatori, di residenze, di lavoratori, in poche parole a proprie periferie ma che veda allocati i servizi in maniera funzionale alle diverse vocazioni - in cui, per esempio, Stella Maris e il Palacongressi siano risorse per tutta l’area, declinando una ricettività di interscambio “ E conclude “ci auguriamo che il Governatore D’Alfonso, voglia avviare uno studio di fattibilità quale strumento conoscitivo di cui possono fruire gli enti locali” Scelte politiche supportate da indagine approfondita con associazioni.” Nella legge precedente ci volevano 10 anni per la fusione, oggi non c'è più questo obbligo.
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