L'overtourism nascerebbe quando si supera la capacità fisica o ecologica di accoglienza di un territorio e quando il turismo di massa renderebbe determinate aree invivibili a livello economico e sociale. Questo sostiene l'Organizzazione mondiale del turismo secondo cui accadrebbe quando il sovraffollamento in una destinazione turistica ha un impatto negativo sull'esperienza del visitatore e stravolge la vita di chi abita il luogo, ad esempio, il loro allontanamento dalle località.
E cos’è l’OMT?
UNWTO è la sigla inglese di United Nations World Tourism Organization. L'Organizzazione mondiale del turismo è un'agenzia specializzata delle Nazioni Unite, dal 2023, con sede a Madrid. E' competente per la promozione di un turismo responsabile, sostenibile e universalmente accessibile. Nel 2018 è arrivata a 158 stati membri, 6 membri associati e più di 480 membri affiliati in rappresentanza del settore privato, del turismo scolastico e educativo, delle istituzioni locali di promozione turistica. L'Italia ha aderito all'organizzazione nel 1978.
Overtourism e economia.
L'Italia cresce economicamente anche grazie al turismo proveniente dall'estero, le presenze di visitatori internazionali sono aumentate del 14% rispetto al 2023, solo per i primi due mesi 2024 il 20% di spese dei visitatori. Un incremento che potrebbe contribuire fino al 15% del Prodotto interno lordo italiano.
Eppure c'è chi allerta con l'Overtourism. L'Eurispes in uno studio rileva che questo anno: sono stimati in Italia 215 milioni di presenze turistiche, con una spesa complessiva - tra stranieri e italiani - stimata in 62 miliardi di euro.
Ad agosto 2024 l'arrivo degli stranieri è stato di circa 40 milioni, con un giro d'affari di oltre sei miliardi e mezzo di euro. Solo Roma e Venezia in Italia sono soggette a questo sovraffollamento di stranieri e si può capire.
Il problema posto all'attenzione è quello degli affitti danneggiati da questo overtourism ma numero di immobili destinati ad affitti turistici in Italia è meno del 2% rispetto al patrimonio di immobili vuoti, pari a 9,5 milioni, circa il 27% del parco immobiliare complessivo. per risolvere il problema la politica in generale ha pensato all'aumento della tassa di soggiorno e puntare l'occhio sugli affitti a breve termine.
Strategia
Ci sono le strategie contro l'overtourism consigliate dall'organizzazione Mondiale del Turismo, che ha sollevato il fenomeno:
-migliorare le infrastrutture e le strutture della città stimolare
-nuovi itinerari e attrazioni
- migliorare la spartizione dei visitatori
-garantire alle comunità locali guadagni dal turismo
- creare esperienze in città sia per residenti che per visitatori
-comunicare con e coinvolgere il portatori di interesse locali.
Tutto è partito da Barcellona: nel 1992 gli investimenti su infrastrutture, trasporti e intrattenimento, le fece conquistare il 17° posto nella classifica mondiale delle destinazioni preferite dai turisti. Roma è al 13° e Venezia al secondo.
Tuttavia, se da una parte il turismo ha stimolato l'economia, dall'altra ha fatto salire i prezzi di abitazioni e locali nei centri cittadini spingendo al trasferimento la popolazione residente, così sono nate le associazioni con lo scopo di tutelare i cittadini locali dai disagi del sovraffollamento turistico. E' accaduto alla Barceloneta.
Una riflessione è d'obbligo. A volte bisogna anche prendere una decisione: aumentare il turismo comporta dei disagi come tutti i comparti economici ( industriale, commerciale) ma favorisce lavoro e introiti per Stato e Comuni.
Sostenibilità o lavoro? La domanda da porsi.
La soluzione migliore è quella che comporta il male minore. Quando non c'è lavoro ci si lamenta e quando si stimola l'economia si tirano fuori problemi, come l'overtourism, che vanno alla fine, puntualmente, a suggerire alla politica l'immancabile risposta: tassiamo.



