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Mercoledì, 07 Settembre 2016 18:53

Egitto, deputato difende infibulazione: "Compensa impotenza maschile"

"Per abbandonare la pratica delle mutilazioni genitali femminili in Egitto c'è bisogno di uomini forti sessualmente, ma nel Paese non ce ne sono". E' questa la dichiarazione choc del deputato egiziano Elhami Agina e che ha spinto il presidente del parlamento Ali Abdel Aal ad aprire un'inchiesta interna alla luce delle numerose denunce pervenute in seguito alle sue parole, considerate una "grave offesa al popolo e al parlamento egiziani".

 

A fine agosto, il Consiglio dei ministri egiziano ha approvato un progetto di legge per inasprire le sanzioni previste per chi pratica le mutilazioni genitali femminili, passando da un periodo di carcere compreso tra i tre mesi e i tre anni a un minimo di cinque anni fino a un massimo di sette, ma Agina è tra i deputati che si sono opposti a questi emendamenti.

"Siamo un popolo in cui gli uomini soffrono di impotenza sessuale e la prova è che l'Egitto è tra i principali Paesi consumatori di stimolanti sessuali, che solo gli impotenti assumono", ha dichiarato Agina nei giorni scorsi, come si legge sul sito di notizie egiziano 'Youm 7'. Stando al deputato, è per questa ragione che in Egitto non si può fare a meno della pratica delle mutilazioni genitali femminili: "Se abbandoniamo questa pratica, abbiamo bisogno di uomini sessualmente forti, ma qui non abbiamo uomini del genere", ha detto.

Questo, ha aggiunto il deputato, già noto per aver chiesto di vietare la pratica di salutarsi scambiandosi un bacio in pubblico per evitare il diffondersi di malattie, nell'ottica di realizzare "la parità tra gli uomini e le donne", dal momento che le mutilazioni "riducono il desiderio sessuale femminile" che gli uomini egiziani non sono in grado di soddisfare. Infatti, è solo se "le donne stanno a fianco degli uomini" che il rapporto coniugale "può andare avanti".

Nonostante il deputato abbia cercato di chiarire le sue dichiarazioni, sostenendo in un programma televisivo che "le mutilazioni sono un crimine" e di aver "rifiutato questa pratica per le mie figlie", si è detto comunque contrario al progetto di legge approvato a fine agosto dal governo, perché a suo dire il diritto "non riuscirà a intaccare questa pratica familiare consolidata" e perché "la giovane che la subisce non può presentare un esposto contro i suoi genitori in quanto è solo una bambina".

Secondo un rapporto dell'Onu del giugno 2015, l'Egitto è il Paese che, più di ogni altro al mondo, pratica mutilazioni genitali femminili, dato confermato da un altro rapporto diffuso a maggio dal governo del Cairo, nel quale si precisa che il 92% delle donne sposate di età compresa tra i 15 e i 49 anni è stata sottoposta a questa pratica.

adnkronos

Ultima modifica il Mercoledì, 07 Settembre 2016 18:58

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