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Martedì, 07 Marzo 2017 15:35

Abruzzo/terremoto. Allevatori e pecore davanti a Montecitorio: “ridateci la nostra vita”

Salumi e formaggi abruzzesi a rischio, non c'è più il mercato turistico.

 

 

“Ho perso gli animali non la dignità”, “Le parole non aiutano a mungere”, “Meno chiacchiere piu’ stalle”, “Senza stalle l’Abruzzo muore”. E poi gli striscioni della Coldiretti “La burocrazia uccide piu’ del terremoto” o “L’Italia migliore merita giustizia”.

 

Sono centinaia gli agricoltori e gli allevatori abruzzesi di Coldiretti giunti dalle aree terremotate insieme ai “colleghi” di Marche, Umbria e Lazio questa mattina davanti Piazza Montecitorio. Con loro anche alcune pecore sopravvissute alle stalle crollate e tanti sindaci dei Comuni

 

In piazza Montecitorio, un grande tavolo è stato apparecchiato con i prodotti locali salvati dalle macerie, dalle mortadelle di Campotosto al caciofiore aquilano, dai salumi teramani al pecorino di Farindola o a quello Amatriciano, che rischiano ora di sparire per le difficoltà del mercato locale provocate dalla crisi in corso.

 

“In Abruzzo a risentire maggiormente della situazione attuale è sicuramente il settore caseario – spiega Coldiretti Abruzzo - il crollo delle vendite sta colpendo maggiormente i formaggi, dal pecorino alle caciotte, anche in ragione del fatto che nelle zone colpite dal sisma è molto radicata l’attività di allevamento. L’abbandono forzato delle popolazioni e la fuga dei turisti hanno fatto venir meno la clientela, mettendo in grave difficoltà le aziende che, oltre a non vendere, devono comunque mungere tutti i giorni con la necessità di trasformare il latte o cederlo a qualche caseificio, peraltro in una situazione in cui molte strutture di questo tipo sono inagibili. In difficoltà c’è comunque anche il settore dei salumi – aggiunge Coldiretti Abruzzo - dove al blocco delle vendite si è accompagnato quello della produzione a causa dell’inagibilità dei laboratori che si trovano nelle zone del cratere. Ma l’assenza di acquirenti - continua la Coldiretti - sta interessando un po’ tutte le produzioni. Il patrimonio di ulivi dell’Abruzzo è stato poi praticamente decimato dagli effetti del maltempo con quasi 1 milione di piante d’olivo a terra. E non se la passa meglio il settore agrituristico, che ha subito il drastico calo delle prenotazioni a causa della “paura” collegata al sisma. A tal proposito, ciò che chiediamo – sottolinea Coldiretti Abruzzo - è incentivare il turismo nelle regioni colpite dal sisma prevedendo la detraibilità delle spese sostenute dai turisti per i soggiorni nelle strutture ricettive agrituristiche che potrebbero essere considerate oneri deducibili a lato della dichiarazione dei redditi”.

 

In Abruzzo 282 stalle crollate, gli allevatori non sanno ancora dove ricoverare mucche, maiali e pecore sopravvissuti, costretti al freddo, con il rischio di ammalarsi e morire, o nelle strutture pericolanti, mentre si è ridotta del 30% la produzione di latte per lo stress provocato dal freddo e dalla paura delle scosse.

 

Occorre accelerare nel percorso di realizzazione delle stalle provvisorie previste con i nuovi bandi ma anche abbattere gli adempimenti burocratici per gli agricoltori che vogliono acquistare da soli le strutture.

 

Rafforzamento, la riparazione e ricostruzione degli immobili, il ripristino delle reti viarie e misure concrete di sostegno alle imprese terremotate, dall’erogazione immediata dei fondi previsti dal decreto legge Sisma Italia. Questo chiede Coldiretti

Ultima modifica il Martedì, 07 Marzo 2017 17:34

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