I biancazzurri espugnano il Braglia di Modena vincendo 5:2, risultato che tuttavia cela una partita sofferta e per larghi tratti equilibrata.
Il Pescara si scuce lo scudetto in una serata dove la sorte gli gira le spalle, penalizzandola ben al di sopra dei propri demeriti. È arcinoto che le partite di calcio a 5 spesso girino intorno ad episodi e questa volta tutto, ma proprio tutto, è girato storto ai biancazzurri, favorendo una Luparense che ha avuto il gran merito di capitalizzare al massimo tutti gli errori commessi dai biancazzurri.
Non c’è fortuna per il Pescara, anche questa sera destinato a veder vanificati tutti i suoi sforzi nei secondi finali di gara. Come con il Benfica anche con la Luparense, quando ormai la posta sembrava ormai prossima all’incasso arriva un gol, questa volta dell’ex Giasson, che manda all’aria tutto. Va detto per onore di verità che il Pescara ha regalato un tempo ai padroni di casa, giocando una prima frazione in balia degli uomini di Fuentes, capaci di mettere alle corde il Delfino tanto da impedirgli qualsiasi reazione vera. Ma è anche vero che la ripresa è stata giocata dai biancazzurri con grande orgoglio e buona manovra, tanto da arrivare a rimontare sino ad un pari che a quattro minuti dalla fine risultava meritatissimo.