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Venerdì, 22 Febbraio 2019 18:57

Pescara Padova, una vittoria per il paradosso salvezza.

Scritto da di Massimo Sanvitale

di Massimo Sanvitale

Domani, con inizio ore 15:00, il Pescara ospiterà allo Stadio Adriatico i biancoscudati del Padova, per una partita da vincere se si vuole realmente puntare alla promozione.

 

Il clima, tuttavia, è diverso. Appare singolare, ad esempio, come mister Pillon, sia al termine della vittoria a Crotone, sia oggi in conferenza, dichiari testualmente: “Siamo a 38 punti, quasi salvi ma ce ne mancano un paio”. In tale prospettiva, si può osservare, un vittoria contro il Padova garantirebbe una salvezza virtualmente matematica. È tuttavia d’obbligo domandarsi la ragione di un simile atteggiamento, difficile da comprendere agli occhi di un ipotetico spettatore esterno. La sfiducia verso le sorti della squadra deriva da quanto si osserva in campo, prescindendo dai risultati. Dal mercato di gennaio il Pescara è uscito indebolito e frastornato, tanto da convincere Pillon a cambiare modulo, quando non sarebbe stato affatto necessario. Le prestazioni di Foggia e Crotone, che seguono alla sconfitta horror contro il Brescia, non sono paragonabili alle partite realmente convincenti che il Pescara ha saputo proporre, soprattutto nella prima parte della stagione. Una delle uscite migliori, ad esempio, fu proprio all’Euganeo di Padova, quando due gol subiti nei minuti di recupero privarono i biancazzurri di una vittoria che sarebbe stata meritatissima.

Il tema della settimana è l’assenza di Balzano, fuori per squalifica. Ancora out anche Del Grosso, così il mister deve affrontare un match di emergenza sulle fasce: “Su come sostituirò Balzano dovrò valutare perché bisogna aspettare le condizioni di Campagnaro. Ho provato tante soluzioni ma dobbiamo valutare domani mattina Hugo. Elizalde non ci sarà sicuramente perché non l’ho visto per due mesi”. Su Elizalde non possiamo che sospendere ogni giudizio, le sue 45 convocazioni in campionato per un totale di soli 21 minuti giocati sono numeri che impongono una riflessione. Possibile l’impiego di Gravillon da terzino destro, con Ciofani dirottato a sinistra. In alternativa, potrebbe giocare il nuovo arrivato Pinto, il quale, dichiara tuttavia il mister: “Viene da 6 mesi di inattività, per 3 settimane non si è allenato e quindi devo pensare se farlo scendere in campo”. Il modulo sarà ancora il 4-3-1-2, si segnalano, però, voci che vorrebbero un ulteriore cambio per passare al 3-5-2 dalla prossima trasferta di martedì a Benevento. Mister Pillon, poi, sul Padova: “Domani sarà una delle partite più difficili dell’anno, il Padova ha cambiato tanti giocatori e farà una partita di grande ritmo, dove proveranno a non concederci spazi. Bisoli è un allenatore bravo ed esperto”.

Oggi, così come nel girone di andata, il Padova vive una classifica complessa, occupando la penultima posizione a due punti dal Livorno – il quale però ha una partita in meno – quartultimo in zona playout. Mister Bisoli era stato esonerato all’inizio di novembre, poi richiamato il 28 dicembre a chiusura di una negativa gestione targata Foscarini. Mbakogu, il più importante tra gli acquisti di gennaio – giocatore, ingaggiato da svincolato, che avrebbe fatto molto comodo anche al Pescara – domani sarà assente per infortunio, così come Lollo. In avanti spazio alla coppia Baraye-Bonazzoli.

Una vittoria biancazzurra chiuderebbe il tema della salvezza e potrebbe lasciare i giocatori liberi di esprimersi senza eccessive pressioni. Verosimilmente, invece, si rischia di assistere ad un complessivo senso di appagamento, in conseguenza di una sfiducia nei confronti di una squadra a cui, onestamente, non poteva chiedersi di più.

Probabili formazioni:

Padova (3-4-1-2): Minelli; Cappelletti, Cherubin, Trevisan; Zambataro, Calvano, Pulzetti, Longhi; Capello; Bonazzoli, Baraye. All. Bisoli

Pescara (4-3-1-2): Fiorillo; Gravillon, Campagnaro, Scognamiglio, Ciofani; Memushaj, Brugman, Crecco; Marras; Mancuso, Monachello, All. Pillon