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Venerdì, 19 Aprile 2019 20:02

Cepagatti, in Comune l’incontro “Insieme contro il bullismo”

con l’associazione Mede@ Cepagatti.

La scorsa mattina, nella Sala Consiliare del Comune di Cepagatti, alla presenza di numerosi alunni, si è svolto l’incontro dal titolo “Insieme contro il bullismo: la legalità nell’era dei social”, promosso dall’associazione Mede@ Onlus e dal Comune di Cepagatti – Assessorato alle Politiche Sociali. Nel corso della mattinata è stata presentata MyTutela, un’app contro le violenze, inoltre c’è stata la partecipazione staordinaria di An To e Massi che hanno eseguito il brano, a tema con l’evento, “Ridevano tutti di me”, si tratta appunto di una canzone contro il bullismo.

“È un’iniziativa bella – ha sottolineato il sindaco di Cepagatti, Gino Cantò – perché è pensata per salvaguardare i ragazzi che subiscono il bullismo. Gli intervenuti predisporranno un’app per far sì che tutti i ragazzi siano informati e che possano fare le denunce contro il bullismo. È una piaga sociale che adesso sta man mano progredendo. Il Comune è stato sempre sensibile a questa tematica, adesso con l’assessore alle Politiche Sociali, l’avvocato Liliana D’Innocente, vogliamo migliorare la situazione riguardante il bullismo. Ai più giovani diciamo di stare attenti perché i social a volte possono anche essere pericolosi, per cui gli raccomandiamo massima attenzione”.

“Oggi abbiamo parlato di bullismo, ma anche su cyberbullismo – ha rimarcato l’assessore alle Politiche Sociali del Comune di Cepagatti, Liliana D’Innocente – perché appunto l’amministrazione comunale ritiene ch i ragazzi debbano avere una visione globale a 360° su queste tematiche appunto perché conoscere è anche una forma di prevenzione, soprattutto conoscere i mezzi di tutela che la Legge ci fornisce e oggi ne abbiamo parlato. Abbiamo visionato anche dei video ed abbiamo visto che i ragazzi li hanno apprezzati ed hanno offerto un momento di riflessione e spunti di riflessione”.

“Stiamo facendo un giro di tutte le regioni italiane – ha spiegato Francesco Longobardi, responsabile nazionale apertura Sportelli Enti Locali – per presentare questa app contro le molestie, un’app che raccoglie in maniera forense le prove per poter poi denunciare il molestatore. È l’unica app attualmente in circolazione che è riconosciuta anche dalle forze dell’ordine e quindi la stiamo portando a conoscenza come deterrente per contrastare questa piaga sociale che è il cyberbullismo. A Cepagatti c’è stato un messaggio molto forte, è un’amministrazione che vuole essere attiva e protagonista per contrastare questa problematica sociale rappresentata dalle violenze partendo dalle scuole, quindi dal culto dell’istruzione. Quindi la scuola ha un ruolo molto importante sia all’interno che fuori dalle mura scolastiche perché naturalmente è molto importante che le istituzioni creino dei progetti, delle iniziative per fare in modo che questi giovani non trovino davanti a loro questa noia sociale che spesso e volentieri nelle periferie delle città purtroppo esiste. Questo fenomeno colpisce anche le donne che non sono immuni da queste problematiche, anzi sono più agguerrite rispetto ai ‘maschietti’ e noi stiamo cercando di far capire loro che quando commettono una violenza o creano un cyberbullismo causano una violenza psicologica a chi la subisce con danni devastanti”.

“È stato un incontro molto interessante – ha affermato Franca Minnucci, vicepresidente nazionale dell’associazione Mede@ - i ragazzi sono i nostri interlocutori e la scuola è la nostra interlocutrice. Insieme alla scuola lavoriamo, la scuola deve dare delle difese per far crescere l’autostima, la consapevolezza di sé e la cultura della propria persona e noi dobbiamo intervenire quando questo purtroppo non funziona o quando i ragazzi hanno avuto dei problemi derivati da altre situazioni come quelle sociali, economiche, famigliari e tutta una serie di altre problematiche. Siamo venuti qui per parlare con loro con grande piacere, da parte nostra è sempre una grane soddisfazione. Oggi ho letto un pezzo di Giancarlo Carino, che è un pezzo divenuto ormai cult sul cyberbullismo ed i ragazzi lo ascoltano sempre con grande interesse e con grande emozione. Insomma attraverso diversi canali cerchiamo di veicolare il messaggio, ce la mettiamo tutta”.

“Il brano nasce dall’esigenza di denunciare un mio percorso purtroppo poco piacevole vissuto nella fase dell’adolescenza – ha raccontato An To – quella del bullismo la definisco come una piaga sociale. Ero un ragazzino, poco più che dodicenne, c’erano dei ragazzi che mi avevano preso un po’ di mira e di conseguenza ho vissuto questo dramma nella fase dell’adolescenza. Oggi se ne parla e appunto per questo ho cercato di raccontarlo con una canzone per far arrivare il messaggio in maniera più diretta. Noi portiamo questo progetto nelle scuole per sensibilizzare all’apertura mentale i ragazzi affinchè queste cose non avvengano più perché c’è bisogno di parlarne, i ragazzi bullizzati non devono più chiudersi in loro stessi ma devono parlarne con persone più vicine come genitori, amici e parenti, è molto importante non chiudersi nel silenzio”.

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