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Lunedì, 09 Marzo 2020 12:00

Benevento Pescara 4 0, forse l’ultima di campionato.

Scritto da Massimo Sanvitale

Di Massimo Sanvitale

Un Pescara inesistente esce sconfitto dal Vigorito di Benevento per quattro reti a zero, non c’è mai stata una vera partita. I biancazzurri sono scesi in campo nel ruolo di comparse al servizio di un Benevento che ha disputato poco più di un allenamento.

La partita inizia con il Pescara che in segno di protesta fa indossare le mascherine ai propri giocatori. È di queste ora il dibattito circa l’opportunità o meno di uno stop ai campionati, con Damiano Tommasi presidente dell’AIC che ha proclamato uno sciopero a sottolineare la posizione della categoria. La decisione sembra sia ormai inevitabile, tuttavia i tifosi saranno costretti ad un’ultima patetica pantomima: ogni categoria vuole fregiarsi del titolo di responsabile prendendo la decisione.

Ed infatti è fissata per giovedì un’assemblea di Lega (in conference call, peraltro), così la Federazione ha convocato un consiglio straordinario per domani, mentre il Coni si dice pronto al commissariamento della serie A e la politica – per mezzo del ministro Spadafora – parala di possibili decretazioni d’urgenza. Insomma, il calcio si fermerà, bisogna solo capire per mano di chi. La partita in sé è difficile da commentare, come detto non è stata di fatto mai giocata. Ad ogni modo, Scognamiglio fuori per un improvviso problema fisico e dentro Marafini all’esordio.

Il Benevento impiega 17 minuti per portarsi in vantaggio: Insigne batte Fiorillo con un preciso sinistro a giro. Passano pochi minuti e Bettella scivola, regalando il pallone ad Insigne che serve a Sau l’assist per il due a zero. Al 29’ ci prova timidamente il Pescara, con Memushaj che non riesce a superare Montipò in uscita. Al 33’, tris del Benevento con Moncini che di testa batte in rete su cross di Improta. La ripresa è poverissima di emozioni, le squadre lasciano scorrere il tempo. Al 9’, Sau incrocia troppo il destro e la palla esce di poco.

Al 26’, Insigne serve Improta che – invero in posizione di fuorigioco – fa quattro per i suoi a portiere battuto. È una partita da retrocessione, forse evitabile solo grazie ai punti raccolti nel girone di andata. Il mercato di gennaio ha spento tutto, la squadra non esiste più. Anche le colpe di Legrottaglie iniziano ad avere un peso, sebbene – come più volte ricordato – il mister sia certamente l’ultimo dei colpevoli. Ogni discorso, però, rischia di essere travolto dalle decisioni sui campionati, che oscillano tra sospensione e definitiva interruzione con titoli non assegnati e classifiche bloccate. Vedremo cosa accadrà, in ogni caso il calcio è già in errore, stretto tra confuse idee politiche.

Tabellino: Benevento (4-4-2): Montipò; Maggio, Volta, Tuia, Barba; Insigne (73' Kragl), Del Pinto (84' Basit), Schiattarella, Improta; Sau (64' Hetemaj), Moncini. All. Inzaghi.

Pescara (3-5-2): Fiorillo; Bettella, Campagnaro, Marafini (81' Diambo); Masciangelo, Clemenza, Bruno (58' Melegoni), Memushaj, Crecco; Galano, Borrelli (68' Maniero). All. Legrottaglie. Arbitro: Rapuano di Rimini Marcatori: 17' Insigne (B), 21' Sau (B), 33' Moncini (B), 71' Improta (B) Ammoniti: 10' Volta (B), 89' Maggio (B)

Ultima modifica il Lunedì, 09 Marzo 2020 12:11