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Lunedì, 30 Agosto 2021 18:29

Quali sono state le conseguenze del lockdown sul gioco d'azzardo?

Scritto da redenz

Il mercato del gioco online in Italia, nel primo semestre del 2021 è cresciuto del 78% in termini di spesa superando i 2 miliardi di euro. A trainare il settore è stato il betting con una crescita del 131%, seguito da casinò (65%) e lotterie/bingo (45%). L'unica voce negativa è stata segnata dal poker che ha visto un ribasso del volume di affari del 19%.

 

Analizzando i vari operatori si scopre che chi ha tratto maggior beneficio dal lockdown sono gli omnichannel, cresciuti del 106% mentre gli operatori online only sono cresciuti del 31%. Tuttavia, la questione è molto più complessa di quanto dicano i meri dati.

 

I dati di betting e casinò

 

Analizzando i due macro-settori del gioco d'azzardo, ovvero betting e casinò, si scopre come il primo abbia risentito meno delle chiusure dei punti terrestri. In questo settore, infatti, l'incidenza dell'online è aumentata dal 38% del 2019 al 58% del 2020. Il settore casinò è invece cresciuto meno nell'online. La sua incidenza è infatti passata dal 9% al 20%. Ciò significa che nel betting il passaggio dal retail all'online è stato naturale, mentre nel casinò si è avuta maggiore difficoltà.

 

A cosa è dovuta questa differenza? La risposta non è intuitiva. Online, infatti, il giocatore del casinò trova offerte di gioco più ampie, maggiori promozioni e payout più alti. Perchè, dunque, fatica a giocare in rete? I motivi possono essere diversi, dalla paura di vedere violata la propria privacy, alla semplice scaramanzia. Ė anche probabile, però che molti giocatori si siano spostati su siti di casinò stranieri. L'impossibilità di pubblicizzare i propri prodotti da parte dei casinò con licenza AAMS ha infatti favorito il tessuto straniero.

 

Il gioco illegale in Italia

 

Secondo una ricerca condotta da Ipsos e Luiss, 4 milioni di italiani durante la pandemia hanno usato canali di gioco illegali. Dal primo lockdown ad oggi sono state avviate 150 inchieste sul gioco illegale e denunciate oltre 1.000 persone. Stando a quanto dichiarato da Marcello Minenna, direttore generale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, il boom del gioco illegale durante la pandemia ha potato ad una riduzione di quello legale del 20-25%. Anche a causa della chiusura dei centri di gioco fisici, molti giocatori si sono riversati in bische clandestine online, in grado di assicurare loro privacy e vincite più alte.

 

Ciò si è tradotto in perdite sul fatturato delle aziende e sul gettito erariale superiori ogni mese al mezzo miliardo di euro. Per questo motivo gli operatori del settore chiedono allo Stato, regole chiare per tutti e la stesura di un Testo Unico che permetta di uniformare sul territorio nazionale le varie norme sulle distanze, sugli orari di apertura e sui luoghi sensibili che attualmente sono differenti da regione a regione. È dunque una regolamentazione a livello nazionale l'unica strada per cercare di debellare la piaga del gioco illegale. L'auspicio degli operatori di settore è dunque quello di fissare quanto prima un appuntamento con il governo per mettere a punto una strategia comune che risolva questo problema una volta per tutti.