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Principessa Conny - Cambio d'abito -di Silvio Madonna

 

CAMBIO D’ABITO è il capitolo numero 15 del libro per bambini in 30 capitoli, dal titolo Principessa Conny, scritto da Silvio MAdonna, di Montesilvano, in esclusiva sul nostro giornale, illustrazione originale. (Scaricabile stampabile in PDF - icona accanto a stampante)

 

In pochi minuti raggiunsero la piazza principale di Scandicci: oltre al gruppo scalpitante, capitanato dal Marchese Padre e da sua moglie, tanti curiosi a fare ala. Non è che ci fosse molto da fare in paese, in particolare nella stagione estiva, e quell’evento, perché di tal fatto si trattava, nessuno voleva perderselo!

Ci mancavano solo la banda, le majorette, le televisioni locali, il lancio di confetti e cioccolatini!
Solo Gilbert scese dal pullman per rendere il dovuto omaggio a quanti li stavano attendendo: nessun discorso, solo un lento movimento del braccio a mimare un corposo abbraccio e tanti sorrisi non di circostanza. Si vedeva che era emozionato, e che a fatica nascondeva la preoccupazione che i paesani volessero salutare singolarmente gli amici di Surely: sarebbe stato il caos, e diplomaticamente se la cavò dicendo che erano stanchi per quel lungo tratto di viaggio già assorbito, e che dormivano per recuperare le doverose energie. I saluti, graditissimi, semmai li avrebbero ricambiati assai volentieri al ritorno.

Nonostante pochi avessero creduto a quella solenne bugia nessuno fiatò: strette di mani, abbracci, pacche sulle spalle, lacrime di gioia, e dapprima i ragazzi, scortati dagli sguardi fieri e lucidi dei loro genitori, poi l’impassibile Marchese, la sua raggiante consorte, la gelida Perpetua, e, a chiudere, benedicente come un Papa, Don Gianni in grande spolvero, ascesero i vertiginosi gradini del torpedone. Due colpi di clacson sparati al cielo assolato spaventarono i soliti colombi e via sull’unica strada che portava e allontanava da quel paesino: destinazione Genova, destinazione il porto con il suo mare.

L’autista, informato preventivamente della particolarità di quel trasferimento, nascose educatamente la sua innata curiosità in quelle tre ore di viaggio: in un camerino di fortuna in fondo al mezzo, all’uopo attrezzato con una tenda a fiori, gli ospiti, uno alla volta, entrarono per indossare gli abiti confacenti a quella vacanza. Li avevano acquistati e adattati con maestria Angela e Roberta, da Miki edotte sulle taglie dei variegati ospiti.

Quando anche l’ultimo, il neo Ugo Stringa, ebbe concluso quel cerimoniale con la dovuta ovazione tributatagli di meraviglia, toccò a Miki afferrare il microfono.

“Amici, di nuovo il mio caldo benvenuto: tra meno di due ore saremo nel porto di Genova, dove procederemo, nel massimo ordine, alle operazioni d’imbarco. Consentitemi ora di procedere con le presentazioni ufficiali, visto che tra noi ci sono alcuni volti nuovi: chi è chiamato è pregato di alzarsi per farsi riconoscere.”

L’autista, un decano di quel gravoso mestiere, guardava quel siparietto aprirsi ad ogni chiamata dal suo panoramico specchio retrovisore, e spesso non riusciva a trattenere un accenno di riso: non gli riusciva di accettare che la cosa fosse seria, ragionando più alle prove di una scampagnata per rifilare uno scherzo bizzarro a qualcuno.

“Ora, amici di Altrochè, ascoltatemi bene, perché questo concetto non sarà più ripetibile! Da questo momento ciascuno di voi non sarà più nominalmente quello che era: non più marchese, granduca, barone, conte… ma più semplicemente signore e signora. E voi non siete nativi di Altrochè, o Surely, come molti nostri concittadini ben sanno: per motivi burocratici siete diventati concittadini di Torrette, e i documenti di riconoscimento che ognuno di voi a breve avrà e dovrà mostrare su richiesta alle Autorità testimoniano questo radicamento al nostro territorio. E che ognuno tenga bene a mente il suo nome, e non si dimentichi di rispondere se interpellato. Vale per voi e vale per noi ricordarlo, naturalmente! Quindi teniamo tutti le orecchie dritte, la memoria accesa, e vedrete che ogni cosa filerà liscia come l’olio!”

Avrebbe volentieri mostrato un segno scaramantico, ma suo padre lo stava fissando e preferì evitarlo. Cominciò la sua litania, con il titolo iniziale e il nome urbano a seguire: ad ogni presentazione un battimani d’incoraggiamento.

Solo l‘autista continuava a ghignare senza capire: il momento era di quelli molto seri, ma anche volendo spiegarglielo sarebbe stato impossibile.

 

CAPITOLI

1 - Siamo grandi

2 - Strade segnate

3 - Il segreto

4 - Il suggerimento

5 - Effetto Titanic

6 - Documenti

7 - Tecnologie moderne

8 - Gli eletti di Scandicci

9 - Gli eletti di Surely

10 - Giacomino in missione

11 - A saperlo

12 - Ultimi si

13 - Tormenti

14 - Bus a noleggio

15 - Cambio d’abito

16 - Il mare

17 - Che paura!

18 - Prime spese

19 - Cena di gala

20 - Infermeria

21 - Festa a sorpresa

22 - Jamme jamme

23 - Miss Crociera

24 - Amunì amunì

25 - Colpo grosso

26 - Nozze a sorpresa

27 - Calma piatta

28 - La Serenissima

29 - La Festa del Grano

30 - Estate fuggevole