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Venerdì, 04 Marzo 2016 18:03

Il Pescara vola a Vercelli per sconfiggere la crisi.

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Domani, con inizio ore 15:00, il Pescara sarà ospite della Pro Vercelli allo stadio Silvio Piola.

 

Il momento dei biancazzurri non è positivo, sono ben cinque le giornate senza vittoria. Tuttavia, è d’obbligo avvertire, nulla è perduto, il Pescara è ancora terzo in classifica. Proviamo a studiare i motivi della crisi.

Il primo e più evidente problema che affligge i ragazzi di Oddo è, naturalmente, la tenuta difensiva. Si dirà: pesa l’assenza di Campagnaro. Vero, ma solo parzialmente. Tante volte abbiamo scritto della differenza che esiste tra il centrale argentino e qualunque difensore di serie B, dunque è logico che manchi il suo apporto. Il vero problema deriva, però, dal mercato di gennaio, nel quale si doveva portare a Pescara un giocatore pronto, nel pieno della prestanza atletica, noi osservatori scopriamo solo in questi giorni che Coda non rappresentava questo tipo di profilo. L’ex Sampdoria, del quale qui non sono in discussione le qualità, è apparso in chiarissimo affanno fisico, con tanto di scuse di Oddo alla piazza per averlo schierato. “Le prossime due partite le giocherà in primavera, ha bisogno di recuperare il ritmo partita”, spiega il Mister. Di chi la colpa? Non siamo all’interno degli imperscrutabili processi decisionali in società, tuttavia il primo errore denunciabile riguarda le tempistiche dell’acquisto, era necessario prendere un difensore nelle prime fasi di mercato, non durante il caos dell’ultimo giorno. La coppia Zuparic-Fornasier abbiamo, tristemente, imparato a conoscerla, sono buoni giocatori ma male assortiti. Il mercato, poi, ha portato in biancazzurro il terzino Mazzotta, ad oggi di certo deludente. Dall’ex Cesena ci si aspettava molto di più in termini di sicurezza, di intensità nelle giocate, invece sembra sempre deconcentrato e in grave difficoltà tattica quando c’è da difendere. Reduce da infortunio, ha i suoi alibi, validissimi, ma deve fare meglio perché siamo sicuri che sa fare meglio. Se a tutto questo aggiungiamo che anche Zampano vive un periodo storto, si capirà che i problemi della difesa sono di difficile soluzione. Non solo, tali aspetti individuali si traducono in impossibilità tattiche. Chiariamo: il gioco di Oddo prevede una percussione centrale fatta di passaggi rapidi e sostegno dei centrocampisti. Se, dunque, la difesa insicura rimane bassa, di conseguenza il centrocampo si disperderà e l’attacco rimarrà isolato. Questa la spiegazione della crisi di gioco. Lapadula aveva bisogno di riposo, il numero dieci visto martedì sera era irriconoscibile, non una battaglia vinta, non un guizzo dei suoi, mai realmente presente, la squalifica arriva al momento giusto. Oddo, a nostro avviso, è il miglior allenatore della categoria, tuttavia ha la colpa di non aver trovato una contromossa alla difesa decisa degli avversari. Non a caso, in conferenza, dichiara “in settimana abbiamo lavorato sullo scardinare una difesa a cinque”. Dispiace precisarlo, ma doveva farsi prima. Perché proprio oggi scriviamo al veleno? A nostro avviso la partita contro il Trapani non è stata, come si sente dire, la peggiore, ma la più sintomatica. La sconfitta ha palesato anche ai più ottimisti alcuni limiti della squadra che necessitano di correzione. Dovessimo scegliere un uomo cui affidare la ricostruzione non esiteremmo ad indicare Massimo Oddo, siamo sicuri saprà ripartire.

Intanto il Mister ci informa che domani Cocco sarà titolare, “non perché gli è dovuto, ma perché lo merita”, dichiara. Dopo due tribune, sappiamo che non è vero, ma la bugia è centrata e a fin di bene. Per il resto conferma la formazione immaginabile: Fiorillo in porta, difesa con Zampano, Fornasier, Zuparic e Mazzotta (a nostro avviso Vitturini meriterebbe una chance), centrocampo con Memushaj, Torreira e Mandragora (sostituisce Verre infortunatosi durante la rifinitura), attacco formato da Benali, Caprari e Cocco.

 

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