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Venerdì, 01 Aprile 2016 21:12

Pescara-Como, biancazzurri con l’obbligo dei tre punti.

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Pescara calcio Pescara calcio Foto di Massimo Mucciante

Sabato, con inizio ore 15:00, il Pescara ospiterà il Como allo stadio Adriatico.

Potremmo elencare decine di espressioni confezionate e stantie, “ultima spiaggia”, “ultimo treno”, “crocevia di stagione”, ci limiteremo a definirla una partita importante, tanto per gusto massificato di logorio. Bisogna vincere, lo richiede la classifica, lo richiede la piazza, lo richiede una squadra che forse non merita tanta pochezza di risultati. Oddo, in conferenza, giustamente avverte: “Non si pensi che sarà facile solo perché il Como è ultimo”, siamo pienamente d’accordo. Tuttavia sarebbe altrettanto sbagliato ingigantire un avversario modesto, a dirla tutta, almeno per il momento, il più modesto. Erano gli anni ’70 quando Rinus Michels cercava di dare alla luce un nuovo mescolarsi di idee, ciò che poi si sarebbe chiamato “calcio totale”. Doveva, come primo obiettivo, convincere i propri giocatori di un così dirompente credo, era per lui essenziale avere dai suoi uomini fiducia totale e incondizionata. Riusciva nell’impresa inculcando nella mente dei calciatori la convinzione di essere imbattibili, creando una schiera di arroganti ragazzoni dai capelli lunghi pronti a fare dell’avversario un sol boccone. Questo è esattamente ciò che servirà domani al Pescara, una voglia matta di volare sul campo per poi volare sotto la nord. Al diavolo il resto. Può e deve essere così, però, proprio perché si affronta il più classico dei fanalini di coda, distante ben sette punti dal primo posto utile per i playout, aggrappato con prudente tenacia ad una serie B che forse calza un po’ larga.

L’emergenza in difesa non sembra avere fine, almeno per le prossime settimane. Crescenzi è tornato nell’ergastolo atletico del fine pena mai, o chissà, indeterminatezza che stanca – e non poco – chi continua a leggere notizie pieno di speranza. Zampano è squalificato, Coda infortunato e ne avrà per molto, Mazzotta non disponibile, sempre per malanni fisici. “Giocano Mandragora, Vitturini e Campagnaro”, dichiara Oddo. Immaginiamo Fornasier adattato terzino sinistro e il regista classe ’97 al fianco di Campagnaro. Il mister non ha tuttavia escluso un possibile cambio in corsa, con Mandragora che, unico mancino, potrebbe occupare la posizione di esterno basso a sinistra. Non ci sembra una soluzione praticabile, non è il piede che determina un ruolo, ma come movenze e occhi di un calciatore rispettivamente calcano ed osservano il campo. Fuori dai denti, Mandragora non è e non sarà mai un giocatore di fascia. In porta confermato Aresti, giusto così. Fiorillo, ne siamo certi, è un buon portiere, tuttavia vive un momento decisamente negativo, logico concedere spazio al numero 18, meno reattivo ma ad oggi di certo più affidabile. Rientra Caprari ed è un’ottima notizia, la squadra ha dimostrato di soffrire la sua assenza, soprattutto quando il suo sostituto è Cocco, lontanissimo parente del capocannoniere ammirato la scorsa stagione.

Il Como giocherà con una difesa a cinque, criptonite per questo Pescara. Se la differenza spendibile dalla squadra di Oddo è solitamente il gioco, domani ci auguriamo di percepire forte e chiaro il divario tecnico. La concentrazione, unita alla voglia di cui sopra, sarà determinante.

Ovviamente una sconfitta segnerebbe l’inizio di un triste epilogo, foriero di rimpianti e pensieri amari. Se, invece, si dovesse pareggiare? Non lo si può sapere, talvolta i segni "x" sono di imperscrutabile futuro.

Formazione: Aresti, Fornasier, Campagnaro, Mandragora, Vitturini, Torreira, Memushaj, Verre, Benali, Caprari, Lapadula.

Ultima modifica il Sabato, 02 Aprile 2016 09:25

chiacchiere da ape