Domani, con inizio ore 15:00, il Pescara ospiterà allo Stadio Adriatico il nuovo Trapani di Fabrizio Castori, chiamato sulla panchina granata a seguito dell’esonero di Baldini, con la squadra in piena zona retrocessione diretta. Dunque biancazzurri ancora una volta contro un vecchio e fiero avversario, nel ricordo di tante battaglie di campi e parole.
Un Pescara orribile esce meritatamente sconfitto per due reti a zero dallo Stirpe di Frosinone. Il disastro era annunciato, impensabile presentarsi senza punta e con la difesa a tre. Lo spettacolo, tuttavia, ha superato in indecenza ogni più ardita previsione. La squadra senza idee ha rinunciato ad attaccare sin dal primo minuto, esibendo un soporifero e sterile possesso palla, tirando in porta una sola volta e solo al minuto 74’, un atteggiamento (la parola della settimana) inaccettabile. Altrettanto inaccettabili sono le dichiarazioni di mister Zauri, il quale così si esprime a fine partita: “Abbiamo avuto un grande dominio, per me abbiamo giocato bene, l’avversario era enorme”. Onestamente sembrano parole non sincere, dettate dalla voglia di salvaguardare la propria posizione in vista di un possibile esonero. Se, al contrario, mister Zauri credesse realmente in quanto detto, dimostrerebbe una confusione in sé sufficiente a giustificare un suo allontanamento.
di Massimo Sanvitale
Domani, con inizio ore 15:00, il Pescara sarà ospite del Frosinone di Alessandro Nesta al nuovo Stadio Benito Stirpe.
Come nel match di due settimane fa contro la Cremonese, sfuma proprio nel finale la vittoria del Delfino, rimontato in casa dal Venezia dopo essere stato in vantaggio di 2-0. Il risultato, in realtà, è giusto, perché i lagunari nell'arco dei 90' hanno condotto costantemente la gara, ma è grande in casa biancazzurra il rimpianto per l'ennesimo successo svanito per un soffio.
Il Pescara esce battuto dal Curi di Perugia al termine di una partita in gran parte decisa dagli episodi, con le ragioni della sconfitta da ricercarsi in antecedenti remoti come mercato o superficialità di pianificazione. Come prima riflessione, infatti, la discreta mole di gioco creata dai biancazzurri è spesso vanificata dalla sterilità di un attacco che si regge su un centravanti di 19 anni, al quale di certo non va imputata la colpa dell’inesperienza; in secondo luogo, Kastrati continua a non eccellere in affidabilità, alternando prestazioni sufficienti ad errori inaccettabili, come quello di questa sera nel regalare il rigore del 3 a 1 che ha chiuso la partita. Da qui i dubbi che sorgono sulla gestione dell’infortunio di Fiorillo, che come spesso accade ha visto i tempi dilatarsi sempre più, con le ultime che lo vorrebbero in campo non prima di altri 20 giorni. Il timore è di dover commentare analogamente anche la vicenda Palmiero, giocatore che sembra insostituibile.
Domani, con inizio ore 21:00, il Pescara sarà ospite al Curi del Perugia guidato dal grande ex Massimo Oddo. Impossibile non pensare a quel Perugia Pescara del gennaio 2016, quando con un 4 a 0 strepitoso il Pescara di Oddo comprese lo spessore della propria bellezza, sino all’inevitabile promozione. Allora mister Zauri sedeva sulla panchina biancazzurra nella veste di collaboratore tattico, certamente avrà qualche emozione in più.