Oddo può contare sui recuperi fondamentali degli squalificati Verre e Mandragora, mentre si spera – sembra concretamente – di vedere in campo Campagnaro, visto l’infortunio che ha colpito Fornasier. Superfluo avvertire che la partita sarà estremamente complessa, il Cagliari è, come abbiamo già scritto in altre occasioni, un squadra di altra categoria. il Pescara, bisogna ammetterlo, non vive il suo miglior momento. Nulla di strano, impossibile non affrontare un periodo di calo nell’arco di una stagione. Tuttavia si consideri che uscire da partite come quelle contro Salernitana e Vicenza con due pareggi è un buon risultato. Spesso le piccole crisi costano molto più care, in termini di punti e morale: se la difficile trasferta sarda non è avvertita come un’obbligata ricerca di svolta, lo si deve proprio ai due punti guadagnati. È giusto pensare di giocare con la mente sgombra, senza necessità di risultato, solo chi ha poco da perdere può sperare di rubare qualcosa al Cagliari. Non solo. Il Pescara ha un’idea di gioco che impone fiducia, tranquillità, ogni titubanza mina la buona riuscita del meccanismo immaginato da Oddo. Questa mancanza, ad oggi solo parziale, di fiducia è la certissima causa delle prestazioni non ottimali espresse nelle ultime giornate. Entrando nei dettagli, è l’assenza di Campagnaro e la conseguente fragilità della difesa formata da Zuparic e Fornasier a rendere la squadra lunga e dunque impossibilitata al calcio che sa. Il difensore argentino, nonostante i suoi 35 anni, è l’unico in grado di mantenere la difesa alta o, a tratti, altissima come da copione. Questo dovrebbe dare la misura dal giocatore, autentico fuoriclasse per la serie B.
La partita contro il Vicenza ha offerto alcuni dati di cui non si potrà non tenere conto per il prosieguo della stagione. Il primo è che Verde e Mitrita sono di certo ottimi giocatori, tuttavia ancora troppo leggeri. Il calcio ha un suo particolare vocabolario, spesso non coincidente con i dettami classici, così accade che il contrario di “leggerezza” sia “presenza”. Caprari è diventato un calciatore “presente”, che tocca moltissimi palloni, un uomo di cui l’avversario deve preoccuparsi nel senso di adottare contromisure, talvolta specifiche. Verde e Mitrita, chiamati a sostituire il trequartista romano, non hanno preoccupato in egual modo la difesa vicentina, in altre parole sono stati leggeri. Al contrario, gli ingressi di Cocco e Pasquato, sebbene entrambi non abbiano strabiliato, hanno cambiato la partita, perché sono più giocatori, più presenti. Un altro dato è che il Pescara deve continuare con il 4-3-2-1. Il primo tempo della partita in esame è stato giocato con un 4-2-3-1, pensato difensivamente per tenere la squadra più larga, ma naufragato nelle difficoltà di un mai compreso centrocampo a due, troppo lontano dall’idea di aggressione tambureggiante e a percussione dei biancazzurri, per la quale è necessaria una linea mediana di tre uomini nel consolidato schieramento di un mediano e due mezzali.
Il Cagliari gioca le proprie partite cercando di sfruttare la superiorità tecnica dei suoi giocatori, dunque il primo obiettivo deve essere il non farsi schiacciare. Lasciarsi avvolgere dalla manovra sarda, sebbene spesso lenta, espone alle giocate di attaccanti fortissimi. Il Pescara, a nostro avviso, proverà ad imporre ritmi alti, con una calibrata dose di confusione, in modo da provare a scardinare le sicurezze degli avversari.



