Torna al successo il Delfino dopo le ultime due deludenti prestazioni che lo avevano fatto sprofondare al sesto posto. Conto il modesto Olbia, già battuto in estate in Coppa Italia, i biancazzurri faticano più del previsto e devono attendere il minuto 84 per festeggiare il gol vittoria, realizzato da Drudi sugli sviluppi di un calcio d’angolo di Pompetti.
All’Adriatico la gara è per pochi intimi: complice anche il periodo festivo, sono solo 2335 gli spettatori paganti, tra cui figura anche l’unico tifoso olbiese presente nel settore riservato agli ospiti. Mister Auteri reintegra Galano schierandolo titolare nel 4-3-3 di partenza e l’esperto attaccante biancazzurro dimostra che con la sua tecnica può ancora fare la differenza: è lui l’autore delle due conclusioni con cui il Pescara sfiora il vantaggio nel primo tempo.
Anche nella ripresa i padroni di casa comandano il gioco, ma il vantaggio non arriva: Ferrari pecca qualche volta di leziosità e Rizzo spreca una grande occasione in contropiede. L’unico rischio per il Delfino giunge al 77’, quando Di Gennaro salva in uscita su Demarcus lanciato a rete. Scampato il pericolo (e l’ennesima beffa), il Pescara trova finalmente il gol con il suo difensore centrale Drudi: rete pesantissima, che consente alla compagine biancazzurra di risalire al quarto posto.
Prossimo appuntamento lunedì 8 novembre, con il Delfino ospite del Cesena: la partita sarà trasmessa in chiaro da Rai Sport (inizio ore 21).
Dopo quattro turni senza vittorie, torna al successo il Delfino nel match casalingo con la Fermana (2-1).
Il Pescara ringrazia il suo numero uno Di Gennaro, autore di parate prodigiose, e conquista l’intera posta in palio nella nona giornata di campionato. Ben due i rigori concessi (uno per parte) e trasformati da Ferrari per i padroni di casa al 41’ e da Nepi per gli ospiti al 51’. Nel mezzo la perla di De Marchi che di fatto decide il match (48’): secondo acuto consecutivo per la punta biancazzurra, a segno anche lunedì scorso nella trasferta di Chiavari contro la Virtus Entella. Dopo aver conquistato solo tre pareggi nelle ultime quattro partite, il Delfino si rilancia così in classifica rosicchiando due punti alla capolista Reggiana, bloccata sul pari a Grosseto: la vetta è distante adesso 5 lunghezze. Poco il tempo a disposizione per festeggiare: gli undici di mister Auteri saranno in campo già martedì prossimo, sempre all’Adriatico, quando riceveranno il Modena (inizio ore 21).
Bruciante sconfitta casalinga per il Pescara, che cede all’Adriatico contro la capolista Reggiana e vede allontanarsi a 5 lunghezze la vetta della classifica.
Ancora un pareggio casalingo per il Delfino, che solo nel recupero evita la sconfitta contro la Viterbese ultima in classifica.
Solo un punto per il Pescara contro la Vis Pesaro nella terza giornata di campionato: un pareggio che rallenta la marcia del Delfino, raggiunto ora in vetta alla classifica dal Siena a quota 7.
Biancazzurri subito in vantaggio al 2’ con Clemenza che, servito in profondità da De Marchi, scatta sul filo del fuorigioco e infila il portiere ospite Farroni in uscita. Al 13’ D’Ursi si invola in contropiede ma entrato in area, anziché servire il liberissimo Rasi, fallisce la conclusione in porta: un errore che costerà carissimo ai padroni di casa. Il Pescara infatti si disunisce e lascia l’iniziativa ai marchigiani; arriva così al 32’ il gol del pareggio, siglato da Cannavò su calcio di rigore concesso per fallo di Memushaj su Saccani.
Nella ripresa il pallino del gioco torna il mano al Delfino, che si vede annullare un gol di D’Ursi per un iniziale fuorigioco dello stesso attaccante. La girandola di sostituzioni operata da mister Auteri (triplice cambio al 61’ con ingresso in campo di Rizzo, Marilungo e Ingrosso) non sortisce lo stesso effetto delle precedenti gare: al 72’ infatti, dopo un errore di Cancellotti dal limite, è Rubin a pescare il tiro della domenica, infilando il pallone all’incrocio alle spalle dell’incolpevole Di Gennaro. Lo svantaggio fa riversare in avanti i padroni di casa che, dopo l’espulsione del pesarese Cannavò per doppia ammonizione, trovano finalmente la rete del pareggio con un preciso colpo di testa di Cancellotti su corner di Pompetti (84’). I biancazzurri provano il colpaccio negli ultimi minuti, ma Farroni sventa i tentativi di Galano e Ferrari.
Deluso ovviamente il tecnico Auteri a fine gara: “Avremmo meritato la vittoria. La prestazione è stata buona, ma non abbiamo concretizzato le occasioni create, incassando per di più gol evitabili. Sono due punti persi, che però ci riprenderemo in futuro”.
Il Pescara perde a Cosenza per tre reti a zero al termine di una partita mai giocata. I padroni di casa risolvono tutto in mezz’ora, con disarmante semplicità. Segnano, nell’ordine, Tremolada, Carretta e ancora Tremolada, contro un avversario inesistente. Il dato tecnico della partita semplicemente non esiste (Machin sbaglierà un rigore, ma la sconfitta sarebbe stata comunque inevitabile). Il Pescara è virtualmente in serie C (la “matematica” arriverà a breve) e la retrocessione è meritatissima.