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Sabato, 01 Agosto 2020 12:38

Chievo Pescara 1 0, biancazzurri ai playout ma l’accoglimento del ricorso presentato dal Trapani condannerebbe il Pescara alla retrocessione diretta

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Doveva essere la partita della vita, invece si è rivelata la più buia delle delusioni. Il Pescara esce sconfitto dal Bentegodi per una rete a zero, senza mai tirare, senza mai giocare, incapace di dirsi squadra.

Ogni scellerata decisione stagionale (e non solo) si pone quale causa di una retrocessione ormi probabile. Non sembra infatti plausibile che il Pescara possa rimanere aggrappato alla serie B, sia perché ad oggi impreparato a giocare un playout, sia perché il 6 agosto il Collegio di Garanzia del Coni deciderà se restituire un punto al Trapani, circostanza che condannerebbe i biancazzurri alla retrocessione diretta.   

Per dovere di onestà, emergono due considerazioni. La prima è che il ricorso del Trapani appare fondato (o perlomeno non è del tutto pretestuoso come spesso accade), di conseguenza un suo accoglimento può dirsi certamente possibile. La società siciliana, infatti, è stata penalizzata per non aver pagato gli stipendi di gennaio e febbraio, con data di scadenza il 16 marzo. Tali stipendi sono stati poi corrisposti, così sanando l’irregolarità, ma soprattutto la scadenza citata cadeva in pieno lockdown, dunque anche una società di calcio potrebbe aver avuto problemi di liquidità imprevisti e incolpevoli. La seconda è che la retrocessione sarebbe un epilogo giusto, meritato. Rispetterebbe il verdetto del campo, con il Pescara terzultimo per punti conquistati, ma più in generale punirebbe una squadra che non è mai esistita realmente, che per di più è stata smembrata in corso d’opera. Ad ogni modo, ci sarà tempo per ragionare di ogni singolo errore commesso, sebbene questo richiederà molto più di qualche riga.

La partita ha visto un Pescara mai in campo, forse più o meno attento a non perdere ma fragile ogni qualvolta il Chievo decideva di alzare il ritmo. I biancazzurri non tirano, così il Chievo, al 22’ e al 24’, ci prova dapprima con Garritano che manca il bersaglio e poi con Segre, fermato da Fiorillo. Al 36’, ancora Garritano e ancora Fiorillo. Al 38’, Djordjevic solissimo e a due passi dalla porta non trova il gol sfiorando il palo.

La ripresa è segnata da una certa confusione anche nei cambi decisi da Sottil, probabilmente sbagliati. Non cambia all’intervallo almeno uno tra Del Grosso e Palmiero, entrambi affaticati e con il regista gravato da un giallo più un altro fallo sul quale è stato graziato. In questo modo il Pescara non ha potuto sfruttare quattro slot ma solo tre. Inevitabilmente, dovranno uscire sia Palmiero che Del Grosso, ciascuno con una propria slot. Al 37’, poi, Sottil inerisce Bruno e Borrelli, così rinunciando al quinto cambio e tenendo in panchina tutta la partita Pucciarelli e Clemenza. Insomma, un disastro che si aggiunge ai tanti. Comunque la ripresa è stata peggiore del primo tempo, con il Chievo quale unica squadra in campo a cercare, peraltro senza alcuna percepibile intensità, il gol del vantaggio. Fiorillo è chiamato all’ennesimo miracolo stagionale su Garritano al 41’. Lo stesso Garritano, poi, al 43’ segna il gol che condanna il Pescara.

In attesa del verdetto sul Trapani, è oggi impensabile che il Pescara possa battere il Perugia in una doppia sfida. Il futuro è oscuro e la serie C ormai quasi inevitabile.