Il Pescara incassa una pesante e meritata sconfitta per tre reti a zero al Comunale di Chiavari contro una buona Entella, al termine di una partita mal giocata. Gli episodi, indubbiamente un po’ sfortunati per i biancazzurri, non devono essere un alibi per giustificare una prestazione al di sotto delle ultime uscite. Si spera che la delusione possa trasformarsi in incentivo ad intervenire sul mercato, la rosa così come si presenta in questo difficile inverno appare ancora inidonea all’obiettivo salvezza.
Solo un punto per il Pescara nel match casalingo con il Brescia (1-1): per mister Breda è comunque il terzo risultato utile consecutivo.
Pareggio con rimpianti per i biancazzurri, padroni nel campo nella ripresa e puniti anche da alcune decisioni arbitrali sfavorevoli. La prima frazione di gioco è priva di grosse emozioni, almeno fino al 42', quando il direttore di gara Prontera assegna un penalty alle Rondinelle per trattenuta di Scognamiglio su Torregrossa: è lo stesso attaccante bresciano a trasformare. Purtroppo l'arbitro non applica lo stesso metro di giudizio ad inizio ripresa, evitando di sanzionare con la massima punizione un vistoso fallo su Memushaj, steso in area ospite. Il pareggio del Delfino giunge comunque al 61', quando una pregevole iniziativa di Omeonga viene finalizzata in gol da una spaccata di Bocchetti: seconda rete consecutiva per il difensore, già a segno sabato scorso contro il Monza. Il Pescara ci crede e preme sull'acceleratore, ma neanche un nuovo dubbio intervento in area su Maistro viene sanzionato dal direttore di gara: nonostante il forcing finale, il punteggio non cambia più.
Soddisfatto a fine gare il presidente Sebastiani: "Sono contento per la prestazione, nel secondo tempo abbiamo letteralmente dominato. Peccato per il netto rigore non concesso, ma questa che abbiamo intrapreso è di certo la strada giusta. Il mercato? Sicuramente arriverà un attaccante".
Il Vicenza si aggiudica il match dell’Adriatico, nel ricordo di Paolo Rossi.
Gara molto particolare oggi tra due squadre unite dal più longevo gemellaggio del calcio italiano (nato ben 43 anni fa). Era il 1977 e le due formazioni furono le protagoniste del campionato cadetto, al termine del quale entrambe approdarono nella massima serie: a trascinare i biancorossi furono soprattutto i 21 gol realizzati da un giovanissimo Paolo Rossi, capocannoniere del torneo. Inevitabile, dunque, la commozione di tutti i presenti nel ricordare il grande campione scomparso in settimana, i cui funerali si sono svolti proprio in mattinata nel Duomo di Vicenza.
In campo la vittoria va agli ospiti, bravi a sfruttare gli spazi concessi dalla poco attenta difesa dei padroni di casa. In vantaggio con un gol lampo di Memushaj (2’), il Delfino si fa rimontare e sorpassare nel giro di una ventina di minuti da Meggiorini (7’) e da Jallow (25’), con quest’ultimo autore di grandi giocate tra cui anche l’assist per la prima rete. Nella ripresa è ancora il Vicenza a premere e a trovare il terzo gol con Dalmonte (69’), a cui replica Galano (71’) con un bel tiro a giro che restituisce qualche speranza ai biancazzurri. Il forcing finale dei padroni di casa non si materializza però nel sospirato pareggio; il Vicenza perde nel finale per espulsione ben due uomini (Gori e Dalmonte), ma porta a casa tre punti d’oro.
Un passo indietro per il tecnico Breda, dopo l’ottimo esordio di Ascoli: sicuramente c’è ancora tanto lavoro da fare.
Il nuovo Pescara di mister Breda esce vittorioso dal Del Duca di Ascoli per due reti a zero grazie ai gol di Galano e Ceter. Tre punti vitali per i biancazzurri, che ora possono guadare al campionato con maggiore fiducia, soprattutto in ragione di una prestazione più logica, ben congegnata ed esibita con attenzione e concentrazione. Nessuna mirabilia, ma accenni di benvoluta normalità.
Ufficializzato l’arrivo del nuovo tecnico del Delfino: contratto fino a giugno con rinnovo automatico in caso di salvezza.
Powered By PlanetConsult.it