Sorride finalmente il Delfino, che supera il Gubbio (2-0) e consolida il quarto posto in classifica.
La stagione del Pescara, iniziata a settembre con un’illusoria vittoria all’Adriatico per 3-1 sulla Juventus Next Gen, si chiude - ironia della sorte - al secondo turno dei playoff con una sconfitta rimediata nello stesso stadio, dallo stesso avversario e con lo stesso punteggio; dopo l’istantaneo vantaggio bianconero di Sekulov, sono i minuti di recupero a riservare le maggiori emozioni: raddoppio ospite di Guerra al 91’, gol di Milani al 97’ per regalare un’estrema speranza ai biancazzurri (ai quali sarebbe bastato anche un pareggio) e sigillo conclusivo al 99’ di Mbangula, la cui esultanza sotto la curva Nord scatena una rissa finale (espulsi Sasanelli e Pedro Felipe).
Il Delfino supera la matricola Gelbison e vola al secondo posto in classifica.
Terza vittoria consecutiva per i ragazzi del presidente Sebastiani che scavalcano il Crotone e restano nella scia del Catanzaro capolista. A dire il vero la gara contro neopromossa squadra campana si rivela più ostica del previsto, non solo per la scontata tattica difensivista degli ospiti, ma anche per la giornata poco brillante di alcuni biancazzurri, tra i quali Palmiero e il bomber Lescano. Il tecnico Colombo ritarda forse un po’ troppo le dovute sostituzioni, avvenute solo nel corso della ripresa, ed è così che bisogna aspettare i minuti finali per il gol del vantaggio pescarese, realizzato da Cancellotti su rigore dopo un fallo su Delle Monache (85’). Tre minuti dopo giunge il raddoppio siglato da Kolaj al termine di un pregevole slalom in area ospite: un gol provvidenziale, considerando che proprio all’ultimo secondo il Gelbison trova la rete con il subentrato Kyeremateng (95’). La classifica del girone C dopo 12 giornate vede dunque in testa il Catanzaro con 32 punti, seguito da Pescara a quota 29 e Crotone a 28.
Biancazzurri di nuovo in campo all’Adriatico tra sette giorni, quando riceveranno l’ACR Messina.
Termina a reti inviolate il match dei biancazzurri contro la modesta Lucchese.
Prosegue l’astinenza del Pescara, incapace di dare una svolta al suo deludente ruolino di marcia. Lo 0-0 casalingo contro i toscani, ripescati in serie C dopo la retrocessione dell’ultima stagione, rappresenta l’ennesimo passo falso per il Delfino, che vede ormai lontanissima la vetta: sono ben 14 i punti di distacco dalla coppia di testa Modena-Reggiana. Erano infatti altre le aspettative dei tifosi (che oggi hanno duramente contestato la dirigenza) all’inizio del campionato; purtroppo la squadra adriatica, eliminata anche dalla Coppa Italia, non ha ancora una sua identità: il tecnico Auteri non ha individuato né un modulo né un undici titolare su cui puntare stabilmente. Nonostante ciò l’allenatore siciliano non è in discussione, come conferma a fine gara lo stesso presidente Sebastiani: "Auteri resta sulla panchina del Pescara. La contestazione odierna è qualcosa di vergognoso, perché la squadra andrebbe solo aiutata; personalmente sarei pronto anche a farmi da parte, se i tifosi trovassero un acquirente".
Ben poco da dire anche sulla partita giocata in campo: spettacolo scadente, con gli ospiti arroccati in difesa. Sterile il dominio dei padroni di casa, che non riescono mai a creare pericoli seri. Incandescente il finale: al 92’ Drudi si fa espellere per un fallo da ultimo uomo; quindi, dopo il triplice fischio, Ferrari viene colpito da un giocatore ospite e scoppia così una maxi rissa che costa a Rizzo l’espulsione diretta. Per la serie: non c’è mai fine al peggio.
Solo un punto per il Pescara nel match casalingo con il Brescia (1-1): per mister Breda è comunque il terzo risultato utile consecutivo.
Pareggio con rimpianti per i biancazzurri, padroni nel campo nella ripresa e puniti anche da alcune decisioni arbitrali sfavorevoli. La prima frazione di gioco è priva di grosse emozioni, almeno fino al 42', quando il direttore di gara Prontera assegna un penalty alle Rondinelle per trattenuta di Scognamiglio su Torregrossa: è lo stesso attaccante bresciano a trasformare. Purtroppo l'arbitro non applica lo stesso metro di giudizio ad inizio ripresa, evitando di sanzionare con la massima punizione un vistoso fallo su Memushaj, steso in area ospite. Il pareggio del Delfino giunge comunque al 61', quando una pregevole iniziativa di Omeonga viene finalizzata in gol da una spaccata di Bocchetti: seconda rete consecutiva per il difensore, già a segno sabato scorso contro il Monza. Il Pescara ci crede e preme sull'acceleratore, ma neanche un nuovo dubbio intervento in area su Maistro viene sanzionato dal direttore di gara: nonostante il forcing finale, il punteggio non cambia più.
Soddisfatto a fine gare il presidente Sebastiani: "Sono contento per la prestazione, nel secondo tempo abbiamo letteralmente dominato. Peccato per il netto rigore non concesso, ma questa che abbiamo intrapreso è di certo la strada giusta. Il mercato? Sicuramente arriverà un attaccante".
Powered By PlanetConsult.it